Juan Luis Segundo lottava contro la convinzione che, dopo un rapido “vedere”, si potesse passare al “giudicare” e, da quel momento, fosse garantita la corrispondenza tra ciò che si dice e ciò che esiste.
Ma ogni realtà, in quanto appropriata da noi, che siamo animali produttori di simboli, è fatta di strutture di significato create e attribuite da noi al “reale”, configurato secondo il nostro modo di percezione ed espressione. Ignorarlo ha conseguenze feroci.
C’è voluto tempo perché capissi che pure il teologo maneggia mondi di sensi creati dai linguaggi umani e la “teologia fondamentale” dovrebbe chiedersi perché la nostra specie accetti montaggi macabri di ciò che è privo di senso visto come senso (per esempio, la redenzione sacrificale).
Quali sono le patologie intrinseche al discor…
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