MISSIONE È MARTIRIO
Il dossier punta i riflettori sui missionari martiri, nel ventesimo anniversario dell’uccisione a Buyengero, in Burundi, dei saveriani padri Ottorino Maule e Aldo Marchiol, e della volontaria Catina Gubert; e nel primo anniversario del massacro a Kamenge, sempre in Burundi, delle tre sorelle saveriane: Olga Raschietti, Lucia Pulici e Bernardetta Boggian.
Il pensiero va anche ai saveriani martiri in Congo RD, appena oltre il cinquantesimo (1964). Da qui il titolo “Missione è martirio”, per dire che il martirio non è un’eccezione, ma la regola, il paradigma della missione. Per due motivi soprattutto:
- a) perché è la via tracciata da Cristo;
- b) perché seguire Cristo significa spesso versare anche il proprio sangue.
È quanto ha lasciato annotato a mano nel margine alto del Messalino quotidiano, alla p. 342, mercoledì fra l’Ottava di Pasqua, Afra Martinelli, una missionaria laica di Civilerghe (Bs):
“La Chiesa è il frutto del sangue di Cristo. Io credo che co-operare con Cristo significhi versare anch’io il mio sangue per lui, con lui, in lui, per la gloria del Padre. Solo vivendo e co-operando così con Cristo sono Chiesa: lavorare e vivere in comunione con Cristo. È vivendo in questo rapporto con lui che lo posso possedere e se lo posseggo lo posso annunciare vivo fra noi e offrirlo agli altri. È ripetendo nella mia vita la vicenda del mio Signore che sono Chiesa e testimonianza”.
Afra, 78 anni, è morta il 9 ottobre 2013 in Nigeria a seguito delle gravi ferite riportate nel corso di una rapina nella sua abitazione. Viveva da oltre trent’anni anni con il popolo nigeriano.







