MIGRAZIONI IN ITALIA E NEL MONDO / UN’ANALISI DEI PROCESSI MIGRATORI
La paura del Coronavirus ha fatto passare quasi sotto silenzio le notizie sull’immigrazione che fino a gennaio 2020 hanno dominato per più di trent’anni, a proposito e a sproposito, le prime pagine dei nostri giornali. Dal punto di vista dell’interesse al libro, peggiore sorte non poteva capitare a Migrazioni. In Italia e nel mondo di Franco Valenti, destinato dall’Editrice Scholé/Morcelliana ad un particolare target di lettori. Quello delle sue collane. Lettori interessati al dibattito serio su argomenti, come l’immigrazione, di grande rilevanza per la convivenza civile. Dibattito serio che comunque si riproporrà quando, ridimensionata la componente irrazionale della paura del Coronavirus, ritroveremo di nuovo all’assalto dei talkshow i soliti imprenditori del razzismo, della xenofobia o più semplicemente delle emozioni collettive da grande audience. Allora verrà buono il libro di Franco Valenti da sperimentare senz’altro come “vaccino” su chi non voglia essere contagiato dal “virus” della paura insensata del migrante invasore. Paura, questa, tanto più aggressiva e micidiale quanto più favorita, in buona fede, dall’ignoranza di chi non ha avuto la possibilità o il tempo di studiare i fenomeni mondiali della mobilità e, in mala fede, dal cinismo d’élite degli irresponsabili produttori di Fake News.
Il “vaccino” è fatto di 19 pillole da assumere una alla volta, al massimo due al giorno, per poterne ottenere beneficio certo. E lo si otterrà. Fuor di metafora, si tratta di materiali informativi (per i dati offerti) e formativi (per le considerazioni che li accompagnano) suddivisi in 19 capitoli a tema, di cui per ciascuno viene nel sommario precisata al dettaglio la trama argomentativa. Prezioso accorgimento, questo, perché il lettore, pensato come uno che non viene da studi specialistici, terrà da conto il volume per servirsene con facilità al momento del bisogno. Ossia quando, nell’ambito del suo ruolo di cittadino che fa responsabilmente opinione, lo richiederà la necessità di smontare criticamente stereotipi e pregiudizi nella cerchia di influenza alla sua portata (tra gli amici, in parrocchia, nell’incontro con i politici della sua circoscrizione elettorale).
Nel libro sono documentate le migrazioni interne e internazionali, le nostre (degli italiani) e quelle degli altri, di ieri e di oggi, con il proposito di farcene capire il perché in relazione a quelli che in sociologia sono stati chiamati fattori di espulsione da una parte e fattori di attrazione dall’altra. Il tutto in contesti oggettivamente diversi e connotati da percezioni soggettive, inevitabilmente plurali, dei paesi di partenza, dei paesi di transito e dei paesi di arrivo. Percezioni soggettive difficilmente categorizzabili, perché condizionate, migrante per migrante, dalla famiglia di origine, dalle varie agenzie educative che hanno lasciato il segno nella personalità dei singoli individui, dai sistemi di governo politico ed economico ai quali il migrante non si è potuto sottrarre. E dei quali il migrante è stato vittima, se nefasti. O dei quali il migrante si sente beneficiario, se sostanzialmente li ha creduti e trovati rispettosi dei fondamentali diritti umani.
Franco Valenti, l’autore di questo “libro-vaccino” contro le paure nei confronti dei migranti presenti tra noi per motivi economici o di protezione internazionale, conosce bene i pregiudizi e gli stereotipi diffusi nella popolazione europea ed italiana. Esce infatti con questo libro avendo alle spalle quarant’anni e più di impegno professionale dentro le problematiche complesse dell’inclusione e dell’integrazione sociale dei migranti: prima in Germania negli anni ‘80 con i nostri lavoratori all’estero e poi in Italia come consulente esperto di tante Amministrazioni locali per la messa in atto di adeguate politiche sociali per i nuovi cittadini. Sa di cosa parla quando si diffonde sui contenuti del Global Compact che riguarda le migrazioni internazionali o quando denuncia la violazione dei diritti umani e costituzionali che i decreti sicurezza salviniani hanno fatto passare per legge. È un libro, quello di Valenti, che non si legge d’un fiato come un romanzo, semmai con l’attenzione dovuta ad un manuale di “istruzioni per l’uso”. Serve agli “opinion makers di strada”, quelli seri che molti di noi vorrebbero poter essere, non essendo professionalmente degli esperti, per non dire stupidaggini quando si trovano a parlare, anche al bar (perché no?), di migrazioni in Italia e nel mondo.







