La protagonista di questa storia ha ricevuto il “Premio Internazionale Alexander Langer 1999”. Ding Zilin, tuttora agli arresti domiciliari a Pechino, lo ha accettato con molta gratitudine.
Negli ultimi dieci anni, ho scavalcato montagne di cadaveri, e ho galleggiato sulle lacrime delle famiglie delle vittime. (Ding Zilin)
Un colpo sparato a bruciapelo, da un soldato, e il sogno svanisce attorno alle 23 di una notte di inizio estate. Così fu ucciso Jiang Jielian, un liceale 17enne, il 3 giugno di dieci anni fa. Moltissimi altri morirono dopo di lui nel medesimo posto, a Muxudi, quel quartiere di Pechino, ad ovest della centrale Piazza Tienanmen, il cui nome ha da allora una risonanza macabra. Qui, infatti, iniziò il massacro che pose fine alle proteste della cosiddetta “Primavera…
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