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Parliamo di trasmissione delle “parole della fede”, non della “fede”, perché nessuno è in grado di dare a un altro la fede. Le ultime due sessioni (2021 e 2022) di formazione del Sae (Segretariato attività ecumeniche) hanno messo a tema la trasmissione delle parole della fede alle prossime generazioni, una sfida di cocente attualità ecumenica, poiché tocca tutte le Chiese e confessioni e, non ultimo, lo stesso ebraismo. La fede del popolo ebraico nasce, infatti, da un racconto, o meglio da una esperienza di liberazione, che per raggiungere tutte le generazioni ha bisogno di essere messa in parole e tramandata dai genitori ai figli e alle figlie. L’uscita dall’Egitto nella notte di Pasqua si vanificherebbe se non venisse ricordata e resa attuale in ogni tempo. I figli chiederanno ai padri…

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