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LASCIAMOLI GIOCARE, LASCIAMOLI SOGNARE

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L'INFANZIA NEGATA - Dossier a cura della Consulta per la Pace e la Solidarietà tra i Popoli del Comune di Brescia.

Visi sorridenti di bimbi e bimbe che giocano, scivolano verso di noi inviando un messaggio di speranza che, per noi adulti, si trasforma nell’imperativo categorico: “Lasciamoli giocare, lasciamoli sognare”.

I giochi, i sogni sono diritti indiscussi dell’infanzia che deve poter giocare, per poter sognare il domani.

Ma per molti, troppi bambini nel mondo sono diritti negati. Niente giochi perché la sopravvivenza quotidiana li obbliga a lavorare, a trovare da soli di che sopravvivere; niente giochi perché le infinite guerre che si combattono in troppe parti del mondo, li costringono a fuggire in continuazione, a vivere al chiuso nei rifugi, a non poter correre per le strade e sui prati, spesso minati.  Niente giochi perché quando manca il necessario per vivere, non si riesce a pensare al futuro; niente sogni perché la guerra, strumento di violenza e sopraffazione, non permette alla fantasia di aprirsi a nuovi orizzonti.

Per strappare il velo del silenzio che avvolge questi milioni di bambini, per dare loro nomi e volti, la Consulta per la Pace e la Solidarietà tra i Popoli e la Commissione Pari Opportunità del Comune di Brescia assieme all’Unicef hanno organizzato il Convegno dal titolo “Lasciamoli giocare, lasciamoli sognare: l’infanzia negata”.

La novità va individuata nell’aver scelto di far parlare i ragazzi ai ragazzi.  Il salone che ha ospitato il Convegno, ha accolto così 700 ragazzi e ragazze che, in un silenzio teso e assoluto, hanno ascoltato le testimonianze di Vladan di Sarajevo, di Rocio, bambina lavoratrice del Perù, di Hichem, Samira, Hu, bambini immigrati a Brescia1. Si è creata, durante l’incontro, una corrente di comunicazione forte, una partecipazione emotiva straordinaria, un clima di grande attenzione.

L’obiettivo che l’amministrazione comunale e l’Unicef si erano posti, quello di offrire ai ragazzi un’importante occasione di riflessione, è stato raggiunto: l’augurio è che alle riflessioni segua l’assunzione di responsabilità, che aiuta a crescere in modo più cosciente e con la consapevolezza che bisogna uscire dagli orizzonti del vivere quotidiano ed aprirsi alla complessità del mondo che ci circonda, perché tutto ciò che avviene in esso ci riguarda.

Politici, educatori, mezzi di comunicazione, donne e uomini non possono, non devono esimersi dall’assumere questi problemi; non possono pensare che la responsabilità per le possibili soluzioni debba essere totalmente delegata, mascherandosi dietro una presunta mancanza di competenza.

Tutti dobbiamo interrogarci e cercare risposte perché il futuro dipenderà dal contributo che ognuno di noi darà.

Il problema dei bambini ai quali è sottratta l’infanzia, anche nella ricca Europa, interpella le nostre coscienze, ma anche il  nostro agire quotidiano.

ROSANGELA COMINI, Presidente del Consiglio Comunale di Brescia.


 

1 Per motivi di spazio, non riportiamo l’intervento dei bambini immigrati.  Gli dedicheremo uno speciale a cura di Franco Valenti.



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