Le riflessioni della chiesa d’Algeria, che ha ripreso le sue importanti sessioni pastorali, aprono nuove prospettive per l’annuncio affidato ai discepoli di Gesù. Perché non ripensarle anche nelle nostre chiese?
C’è un appello “non confessionale” che può essere inteso da tutti e dovunque: “beati i miti, beati quelli che perdonano, beati quelli che costruiscono la pace...”.
Il criterio ultimo non è il cristianesimo come religione, ma il ruolo della coscienza delle persone. È ad essa che Dio comunica la propria santità.
Una tappa importante nella vita della nostra chiesa d’Algeria: abbiamo ripreso le “sessioni sacerdotali”, che dal 1992 non potevamo tenere per motivi di sicurezza. Nell’estate di quell’anno, l’attentato all’aeroporto era stato l’avvio della violenza cieca contro la…
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