LA RECEZIONE DEL CONCILIO NELLA CHIESA FILIPPINA
Mentre la Chiesa cattolica celebra il 50° anniversario della conclusione Concilio Vaticano II, è giunta l’ora per tutte le Chiese locali di fare un bilancio sulla sua recezione. Guidati dallo Spirito di verità, i membri che danno vita alla Chiesa partecipano al processo di recezione, ciascuno secondo il proprio carisma e la peculiare condizione di vita.
Nelle Filippine, gli anni immediatamente seguenti il Concilio furono caratterizzati da rivolgimenti politici e sociali. La lotta del popolo per liberarsi dalla dittatura, per la giustizia sociale, per l’identità nazionale, sono tutti elementi che hanno contribuito alla recezione del Vaticano II.
Ne indico solo alcuni, che considero importanti per la sua recezione. Anzitutto, la creazione della Conferenza episcopale delle Filippine, nel 1968, che rimpiazzò la precedente Organizzazione cattolica per il bene della nazione. Essa favorì la recezione del Concilio attraverso un coinvolgimento più organico dei vescovi, con un percorso più ufficiale oltre che collegiale. Successivamente, il II Concilio Plenario delle Filippine, nel 1991, che può essere considerato la recezione ufficiale del Vaticano II da parte della Chiesa filippina.
Non possiamo, poi, trascurare i molti sinodi e assemblee diocesane, che hanno dato vita tra i laici a nuovi ministeri, organismi partecipativi e processi consultivi. Anche la formazione, lo stile di vita e l’approccio pastorale dei preti e religiosi sono cambiati moltissimo dopo il Concilio. Meglio inseriti nel Popolo di Dio, il comune sacerdozio dei battezzati, il ministero ordinato e la vita consacrata si sono fatti più prossimi alle gioie e speranze, alle tristezze e angosce della gente.
La ricerca di un modo appropriato per i preti e i religiosi di vivere la comunione con i laici, senza perdere il loro prezioso dono, continua fino ad oggi.
Una recezione dinamica e addirittura carica di tensione è la spiritualità e l’ecclesiologia di comunione in una missione comune. Uno degli aspetti più attivi e vibranti della recezione del Concilio è stato senz’altro il rinnovamento liturgico. L’inclusione di espressioni culturali filippine nella liturgia – il genio poetico delle lingue indigene; le inquietanti me lodie di sofferenza, amore e gioia; le caratteristiche delle arti visive e dell’architettura – ha portato l’esperienza dell’opera santificatrice del Dio trinitario più vicino alle condizioni sociali ed umane dei filippini. Mentre la cultura filippina continua a subire cambiamenti, il settore del rinnovamento liturgico resta dinamico, specialmente per i giovani.
Non possiamo, inoltre, dimenticare la particolare e feconda recezione del Vaticano II nell’ambito della pietà popolare. Grazie al ruolo dato alla Parola di Dio, vi è stato, e continua ad esservi, un crescente interesse per la Bibbia e la Catechesi. Con la diffusione di piccole comunità cristiane, quali luoghi di comunione, preghiera, partecipazione e missione, è stato molto apprezzato il ruolo fondamentale della Parola nel formare le comunità cristiane, specialmente quando essa è proclamata durante l’eucaristia.
Il numero crescente di laici, che hanno studiato la Bibbia e che rendono possibile altrettanti momenti di studio o incontri di preghiera, testimonia un’appassionata recezione di questo aspetto del Concilio. Grazie alla Gaudium et spes e ai documenti sul dialogo con le comunità cristiane non cattoliche e con i fedeli di altre religioni, la Chiesa delle Filippine si è impegnata nella lotta per la giustizia, l’integrità del creato, l’uguaglianza, il rispetto, l’unità e la pace.
L’opzione per i poveri è diventata una bandiera per una Chiesa che vuole seguire Gesù che si è fatto povero e servo di tutti.
Gli anni seguenti il Vaticano II hanno visto un ripensamento della vita religiosa, un ridimensionamento delle priorità pastorali e una riscoperta dell’impegno missionario in nuove aree. La missione nei paesi asiatici è stata rivitalizzata grazie a nuove società missionarie. La recezione del Vaticano II è tutt’altro che compiuta. Chi è nato dopo il Concilio deve studiare e apprezzare il rinnovamento che esso ha favorito.
Vi sono tensioni nell’interpretazione e attuazione dei documenti conciliari, che riflettono i compromessi e i tentativi spesso emergenti dagli stessi, ma esse offrono anche l’opportunità alle Chiese locali di scoprire il significato duraturo del Vaticano II. Come lo Spirito Santo soffiava con forza durante il Concilio, così crediamo che lo stesso Spirito stia preparando la Chiesa filippina e le altre Chiese locali a comprendere più chiaramente e vivere più fedelmente gli insegnamenti del Concilio.







