LA PERIFERIA AL CENTRO / SINODALITÀ E MISSIONE IN AMAZZONIA
La Chiesa cattolica ha vissuto in questi ultimi anni un processo sinodale, per certi versi inedito, mettendo a fuoco il tema della sinodalità come caratteristica tipica della missione. Una sinodalità che non è una novità per alcune Chiese, che avevano già adottato questo modo di essere. Un esempio ne è la stessa Chiesa dell’Amazzonia che a Santarém nel 1972, d’accordo con la Conferenza della Chiesa dell’America latina a Medellín nel 1968, ha fatto proprio il Concilio Vaticano II, riconoscendosi come Chiesa fondata sul Battesimo.
È normale che in molte Chiese locali dell’Amazzonia il lavoro ordinario nelle comunità, parrocchie, diocesi e prelature, sia svolto come un vero esercizio di ministerialità, quale espressione concreta della sinodalità, con la partecipazione di tutti/e. Nella Regione Nord 1 della Cnbb (Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile), di cui fa parte la mia diocesi, la partecipazione nelle assemblee pastorali va oltre i vescovi, includendo oltre ai rappresentanti del clero e della vita consacrata, quelli del laicato e dei popoli originari, come dev’essere in una Chiesa che ha riscoperto il battesimo come suo fondamento.
In queste assemblee, che si celebrano anche a livello locale (diocesano), tutti hanno voce attiva e gli orientamenti pastorali sono frutto di tutti i partecipanti, uomini e donne, attraverso il discernimento comune, l’ascolto e il dialogo, a partire dalla vita di fede concreta del popolo di Dio che è in Amazzonia.
In questo modo, gli orientamenti dell’azione pastorale e missionaria sono più coerenti con i clamori del territorio e dei popoli che lo abitano. La vita della Chiesa non è egemonizzata da un piccolo gruppo che decide tutto dall’alto, ma è frutto del cammino insieme, dove la missione nasce dall’esercizio della sinodalità. Questa sinodalità – che ha fatto grandi passi avanti nel Sinodo Panamazzonico, con proposte concrete che sono poi state declinate nei diversi territori – è stata fonte d’ispirazione per la Chiesa universale, specialmente per avanzare nel processo sinodale. Negli ultimi anni la periferia, ovvero la Chiesa e i popoli dell’Amazzonia, ha illuminato il centro, Roma, proponendosi come punto di riferimento anche per altre Chiese locali.
Il processo vissuto dal Sinodo sulla sinodalità è stato una conferma del cammino fatto dalla Chiesa dell’Amazzonia e di quella dell’America latina e dei Caraibi in queste ultime decadi, specialmente dopo il Vaticano II, che ha proposto un nuovo modo di essere Chiesa, cioè come popolo di Dio che ha il suo fondamento nel Battesimo. Nonostante molte resistenze e blocchi, si sono fatti passi in avanti.
La Chiesa dell’Amazzonia e il suo modo di evangelizzare sono senz’altro un esempio di come la sinodalità non sia qualcosa di teorico, ma una pratica di cammino insieme, attraverso l’ascolto, il dialogo e il discernimento, quali elementi necessari della sua missione. Infatti, essi rendono possibile alla Chiesa l’annuncio del Vangelo e il farsi prossima alle persone. È giunta l’ora di scommettere sulla sinodalità, cioè di viverla. È l’unico modo per esercitare efficacemente la missione e per far crescere ministerialmente la Chiesa.







