Si discute molto in questi mesi, anche nel nostro paese, sulla questione della guerra. L'azione militare in Afghanistan prima, poi contro l'Iraq ha aperto una discussione, talora drammatica, talora confusa, con semplificazioni assai scoraggianti. Basti pensare alla distinzione di difficile decifrazione fra pacifisti assoluti e pacifisti relativi, i primi sempre contro la guerra, i secondi disponibili alla guerra a qualche condizione. Oppure la distinzione tra pacifisti incoscienti (i ciecopacifisti) e i pacifisti pensanti, inaugurata da Sartori. Io credo che innanzitutto, piuttosto che entrare in dispute ideologiche, è necessario riflettere sulla guerra e sul suo cambiamento di qualità.
Con i primi bombardamenti sulle città, durante la guerra di Spagna, la guerra ha cominciato a cambiare…
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