L’OTTO PER MILLE E DIFESA POPOLARE NONVIOLENTA
Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo la lettera di un nostro amico.
Sono un sacerdote obiettore di coscienza alle spese militari da molti anni, nel mio piccolo penso che con questa mia scelta possa portare un piccolo contributo per la pace. Sono un abbonato da molti anni a M.O. e ad essa devo buona parte della mia formazione.
Vi invio copia della lettera inviata al card. Ruini e una sua risposta ad una precedente mia. Mi farebbe piacere se la pubblicaste, sempre che lo riteniate utile e opportuno. Ammiro il coraggio delle vostre pubblicazioni perché vi sostiene la forza della verità.
DON GENNARO SOMMA.
A S.E. card. Camillo Ruini
Presidente Conferenza episcopale italiana
Eminenza reverendissima,
ritorna il tempo della dichiarazione dei redditi e l’occasione per i cattolici di devolvere l’otto per mille alla chiesa per il suo sostentamento, come pure per tutte le iniziative sociali che esprimono l’impegno dei cattolici a favore delle classi più povere.
L’anno scorso le scrissi chiedendole di aiutarmi a risolvere un dubbio, che mi derivava dal mio essere sacerdote cattolico, credente in Gesù principe della pace, ed anche obiettore di coscienza alle spese militari e fermamente deciso a non contribuire alla logica della guerra né con la mia persona né nella predicazione né con i miei denari: se devolvere l’otto per mille alla chiesa cattolica o a quella valdese, la quale destina il suo otto per mille a sole iniziative sociali, tra le quali una specifica alla Difesa popolare nonviolenta.
Hanno sempre confermato questa mia decisione le parole del papa e le sue continue iniziative a favore della pace, come pure la corsa assurda agli armamenti da parte delle grandi potenze, che vedono nella costruzione e vendita delle armi un continuo arricchimento per sé e, quel che è peggio, un continuo sfruttamento dei paesi poveri, diventati campo di sperimentazione di nuove armi sempre più distruttive, come recentemente è avvenuto nel Kosovo con bombe ad uranio impoverito. Quanta rabbia suscita, in questi giorni, la proposta di Clinton di allestire lo scudo stellare per difendersi non si sa bene da quali nemici. L’unico nemico rimasto per lui e per i paesi ricchi è la massa degli affamati, divenuti una bomba vagante.
Giorni fa ascoltavo la voce di uno degli ultimi profeti del Concilio, che diceva: “Oh se la chiesa si fosse sempre impegnata per la giustizia con la stessa forza con cui si è impegnata nel campo della morale, specialmente quella sessuale; forse la storia avrebbe avuto un corso molto diverso”.
Eminenza, al mio dilemma, lei con lettera del 22 giugno 1999 diede questa risposta: “Posso assicurarle che, firmando per la chiesa cattolica, lei potrà anche contribuire ad iniziative civili di questo tipo. Infatti, anche se questo non è un compito direttamente attribuibile alla Conferenza episcopale italiana, i fondi dell’otto per mille concorrono anche al sostegno economico dell’attività della Caritas italiana, la quale impegna parte delle risorse ricevute a tale titolo anche per sostenere iniziative di sperimentazione nel campo della Difesa popolare nonviolenta”.
Da notizie pervenutemi, sembra che la Cei, alla conseguente richiesta della Caritas italiana di avere mezzi finanziari con questa precisa destinazione, non abbia mai risposto. Lei può smentirlo? Ne sarei felice.
Comunque ora devo decidermi. Allora quest’anno voglio ancora fare un “atto di fede” nei confronti della Cei, firmando l’otto per mille a favore della chiesa cattolica, nella speranza che alle parole corrispondano finalmente i fatti. Con l’augurio che fra una decina d’anni non ci sia un altro papa che debba chiedere perdono al mondo per questo “peccato di omissione”, la ossequio di cuore.
- DON GENNARO SOMMA
- 24 giugno 2000







