Il 7 aprile di quest'anno, il Rwanda si appresta a celebrare il settimo anniversario del genocidio del 1994. Che cos'è cambiato da allora? E, soprattutto, il genocidio è davvero finito? L'intervistato è un giornalista rwandese, fuggito da Kigali, del quale per ragioni di sicurezza non possiamo rivelare l'identità. Sarà lui a ricostruire per noi la drammatica situazione in cui versa il suo paese.
Il Rwanda, oggi, è un paese corrotto, dove il partito al potere ha sostanzialmente l’ultima parola su tutto. Di fatto, questa è una dittatura.
Non è più possibile accettare questi livelli di saccheggio, di mancanza di formazione nella leadership dell'Fpr. E non è più possibile che la popolazione muoia, come insetti sulla carta moschicida. Per niente". La voce di quest'uomo, di cui per ovv…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.