L’ESPERIENZA DELLA BIBBIA LETTA DAL POPOLO
Il progetto di introdurre in diocesi la Lettura popolare della Bibbia (Lpb) è nato tredici anni fa dall’incontro di due esigenze diverse e complementari: quella dell’Ufficio Catechistico di trovare una strada per rivitalizzare i tradizionali circoli biblici della catechesi degli adulti, che iniziavano a dare qualche segno di stanchezza, e quella del Cmd, intenzionato a far conoscere un nuovo approccio alla Bibbia, appreso nelle comunità latinoamericane e africane, fondato su un più forte ancoramento della riflessione biblica alla concretezza della vita quotidiana, sul contributo attivo di tutti i partecipanti alla conduzione dell’incontro e finalizzato a un impegno personale e comunitario per incidere cristianamente sulla realtà.
L’EVOLUZIONE DI UNA PRATICA
È dai tempi del Sinodo (1989-1992), voluto dal card. Silvano Piovanelli, che la diocesi fiorentina ha scelto di condurre la catechesi degli adulti su un terreno esclusivamente biblico, proponendo all’inizio di ogni anno pastorale la lettura integrale e continuata di un libro dell’Antico o del Nuovo Testamento; si tratta di una prassi ben radicata in pressoché tutte le parrocchie, non di rado condotta in piccoli gruppi che si riuniscono nelle case e la cui guida è sovente affidata ai laici.
L’esperienza della Lpb, invece, è stata avviata nel 2007 da sr. Giacomina Monti, religiosa rientrata in Italia dopo ventitre anni di missione in Guatemala, che aveva iniziato a proporre questo stile di lettura per il Vangelo della domenica in alcune parrocchie di periferia. Sr. Giacomina e Serena Noceti, all’epoca responsabile della catechesi degli adulti, ebbero l’idea di provare ad applicare la metodologia della Lpb alla catechesi biblica tradizionale.
Alla fine del 2007 hanno dato vita a un gruppo di lavoro con l’obiettivo di elaborare un sussidio sperimentale – che veniva ad affiancare quello tradizionale dell’Ufficio Catechistico – per la lettura “in piccole comunità di fede e di vita” del testo biblico previsto per l’anno pastorale successivo.
Da quella prima esperienza, nata un po’ in sordina e destinata pressoché esclusivamente ai pochi gruppi che già avevano qualche familiarità con la Lpb (del primo sussidio furono stampate poche centinaia di copie) il progetto si è lentamente ma progressivamente consolidato e irrobustito. A partire dal terzo anno il sussidio del Cmd ha proseguito autonomamente il proprio percorso, svincolandosi dalla tutela dell’Ufficio Catechistico, e il suo utilizzo si è andato gradualmente diffondendo in un numero sempre più elevato di comunità.
UN CAMBIO DI METODO NON INDOLORE
Va detto che inizialmente non pochi hanno storto il naso di fronte alla nostra proposta: l’aggettivo “popolare”, nel parlare corrente, assume facilmente un’accezione svalutativa, e affiancato alla Bibbia sembrava fare della lettura biblica un’operazione di serie B, semplicistica e superficiale, rispetto all’esperienza condotta dai gruppi di studio tradizionali; non è stato affatto immediato comprendere che si trattava soprattutto di leggere la Bibbia a partire dalla concretezza della vita quotidiana (personale, comunitaria e sociale), di valorizzare il contributo di riflessione di tutti, di evitare derive spiritualistiche o aridamente intellettualistiche.
Sconcertava un po’ la presenza di articoli di giornale al posto del consueto corredo di testi patristici o della Tradizione, e soprattutto destava perplessità la nostra scelta di invertire l’ordine delle fasi dell’incontro: la lettura della Parola posta non più all’inizio ma nella sua parte centrale, dopo una riflessione del tutto “laica” su una tematica della vita quotidiana. Noi riteniamo che così si faciliti la partecipazione attiva di tutti (i membri del gruppo si sentono più liberi di intervenire, in quanto sono chiamati a rompere il ghiaccio su un terreno a loro più naturale) e insieme si esalti la capacità della Scrittura di illuminare e orientare l’esperienza concreta: giudizio sulle riflessioni appena formulate e guida per le scelte da intraprendere.
UN RISVEGLIO MISSIONARIO
Un piccolo terremoto rispetto al consueto modo di procedere: leggere il testo, spiegarlo, farne risonanza e cercare qualche spunto di attualizzazione. Anche molti animatori in un primo momento sono apparsi disorientati, chiamati ad essere un po’ meno catechisti e molto più facilitatori, “maieutici” delle potenzialità interpretative dei propri gruppi più che depositari e dispensatori di conoscenze.
A dissipare remore e dubbi ha contribuito anzitutto la solida reputazione dei biblisti che si sono avvicendati nella stesura degli approfondimenti esegetici dei sussidi (Gherardo Gambelli, Francesco Carensi, Stefano Tarocchi, Cristina Caracciolo, Giulio Cirignano, Benedetto Rossi), le cui firme hanno costituito una sicura garanzia della serietà e fondatezza del nostro lavoro; quindi gli incontri di formazione che periodicamente abbiamo rivolto agli animatori, nonché lo stesso passa-parola di coloro che si sono lanciati nell’impresa e hanno perciò potuto sperimentare di persona l’efficacia della nostra proposta: sono nati alcuni nuovi gruppi e molti di quelli esistenti hanno profondamente rinnovato la propria fisionomia, diventando davvero piccole fraternità coese, accoglienti, con gli occhi e il cuore aperti verso i problemi e le necessità della realtà circostante, vicina e lontana. In una delle parrocchie che per prime hanno sperimentato questo metodo, ad esempio, i gruppi di Lpb si sono fatti promotori di un progetto di sostegno ai bisogni delle famiglie in difficoltà del quartiere, progetto che ormai conta diversi anni di vita e che ha fatto da modello a iniziative analoghe di altre comunità circostanti. “Camminando s’apre cammino…”.







