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L’ARMAIOLO BERETTA AMBASCIATORE IN USA? NO, GRAZIE!

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A fronte di alcuni articoli apparsi sulla stampa nazionale che riportano la possibile nomina di Ugo Gussalli Beretta ad ambasciatore negli Usa, Missione Oggi ha lanciato un appello ad inviare lettere ed email al Presidente della Repubblica chiedendogli di respingere, qualora confermata, la nomina del produttore d'armi ad ambasciatore.
Ecco il testo della lettera da inviare.

Ripresa da quasi tutta la stampa nazionale, il lancio di questa Campagna di MO è stato ignorato, guarda caso, solo dai quotidiani locali. Brescia Oggi, Il Giornale di Brescia e L’Arena di Verona hanno scelto di pubblicare solo la replica infastidita di un lettore. Dal 29 luglio ad oggi, sono state spedite oltre 6mila email.


Signor Presidente,

nei giorni scorsi alcuni organi di stampa hanno pubblicato la notizia che il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, è in procinto di nominare il cav. Ugo Gussalli Beretta Ambasciatore italiano negli Stati Uniti d'America.

La notizia mi sconcerta non poco. Il cav. Ugo Gussalli Beretta non solo non fa parte del "corpo diplomatico" italiano, ma è presidente della Beretta Holding Spa, un'industria produttrice di armi con sede a Gardone Val Trompia (Bs) che controlla varie industrie produttrici di armi (pistole, revolver, mitragliette, fucili di precisione) in diversi paesi del mondo e con una rete di vendita in moltissimi stati dal Bangladesh al Libano, dalla Giordania al Pakistan, dal Cile al Perù al Sudafrica, per citarne solo alcuni.

A detta di alcuni organi di stampa, la possibile nomina del cav. Gussalli Beretta sarebbe da attribuirsi alla "notorietà" del marchio Beretta negli Stati Uniti e risponderebbe alla visione, annunciata dal Presidente del Consiglio già nel gennaio scorso, di trasformare ambasciate e consolati in uffici di rappresentanza del marchio "made in Italy".

Quello che molti organi di stampa dimenticano di segnalare, è che la Beretta Holding è conosciuta negli Usa non solo per le pistole M9 in dotazione ai corpi di polizia, ma anche per i processi legali pendenti in numerose corti degli Stati Uniti. Nei tribunali americani, infatti, la Beretta ha in corso numerosi contenziosi nei confronti di varie amministrazioni cittadine e di contee (tra cui New York) responsabili – secondo la Beretta – "di aver violato la clausola costituzionale sul commercio, cercando di obbligare i produttori di armi ad adottare un 'codice di condotta' più restrittivo" (fonte Cnn). Non vanno dimenticate, inoltre, le proteste mosse in questi anni ai produttori di armi – tra cui la Beretta Usa Corporation – da parte di moltissime organizzazioni statunitensi di difesa dei diritti civili, le quali chiedono norme più severe sul porto d'armi negli Usa, dove ogni anno più di 20mila giovani sotto i 20 anni vengono uccisi o feriti da armi da fuoco.

Se la notizia venisse confermata, ritengo che la nomina del cav. Ugo Gussalli Beretta ad ambasciatore sia in totale disprezzo da quanto di Lei affermato alla recente Conferenza degli Ambasciatori e Consoli d'Italia (Roma 23-30 luglio), e cioè che ''affinchè la democrazia rimanga un punto di forza per il nostro paese, l'opera di rinnovamento operativo della Farnesina dipende da una formazione professionale costante, dall'innovazione degli strumenti, dalla pratica di una effettiva meritocrazia in campo diplomatico" (agenzia Ansa).

Sono molto preoccupato del "nuovo ruolo" che si intende far assumere alla politica diplomatica italiana, riassumibile nelle parole del Presidente del Consiglio alla Conferenza degli Ambasciatori e Consoli d'Italia: ''La missione in più che la nostra diplomazia si è data e si vuole dare" è quella di "conquistare porzioni di mercato alle nostre imprese, aprendo una loro filiale e rappresentanza e ormai anche una loro stazione di produzione". Mi unisco in questo alle proteste di numerose Organizzazioni non-governative italiane che hanno rilevato che "la politica estera italiana non è fatta solo di commesse commerciali e gli organi e le istituzioni preposte alla sua applicazione non possono orientarsi con una logica affaristica" (Comunicato dell'Associazione delle Ong Italiane).

Sottoscrivo pertanto l'appello lanciato da sito internet della rivista Missione Oggi e accolto da numerose associazioni, e Le chiedo, qualora venisse confermata, di respingere la nomina del cav. Ugo Gussalli Beretta ad Ambasciatore negli Stati Uniti.

RingraziandoLa per l'attenzione.

Distinti ossequi.

(Inserire il proprio nome, cognome e indirizzo)


INVIARE LA LETTERA A:

Inviare la lettera via posta o email al Presidente della Repubblica e per conoscenza a tutti i seguenti destinatari, indicando chiaramente il proprio nome, cognome e indirizzo. Per ulteriori informazioni su questa iniziativa, consultare il sito: www.saveriani.bs.it 

Presidente della Repubblica
Presidente del Consiglio
Presidente della Camera del Senato
Presidente della Camera dei Deputati

NOTA:

Accokeek (Maryland), 8 febbraio 2002. La Beretta Usa Comp. ha donato 50mila dollari al Fondo dei sopravvissuti all’attacco dell’11 settembre. Questi soldi provengono dal ricavato della vendita di un’edizione limitata della pistola del modello United We Stand, che è caratterizzata da queste parole incise su di un lato, accanto all’incisione al laser, in oro, di una bandiera americana. Nella foto, il cav. Ugo Gussalli-Beretta, presidente della Beretta Holding, mentre dà l’assegno al direttore del Fondo, Beth Brummel. Un altro assegno (non quantificato) sarà staccato, sempre dallo stesso blocchetto, per la Fondazione della Polizia di New York. Ovvero, che cosa non si fa per risultare graditi all’Amministrazione di George Bush…



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