Italia nucleare, Non ci resta che vigilare
L’Italia sembrerebbe proprio determinata a tornare al nucleare, se si desse ascolto alla campagna martellante ed aggressiva che si è sviluppata ultimamente sui media e all’accelerazione impressa dal governo ai provvedimenti che a raffica vengono emanati per prepararne la realizzazione.
Vi è in tutto questo un pressappochismo dilettantesco disarmante, che si cerca di offuscare ostentando la grinta decisionista di chi finalmente opera per l’interesse del paese. L’interesse certamente c’è, per la lunga filiera di circa 600 imprese industriali che potrebbero spartirsi il bottino stimato in 30 miliardi di euro che il ritorno al nucleare metterebbe in circolo (a spese, in gran parte, del contribuente, ovvio). Più problematico è intravedere un interesse generale che risponda al bene comune di noi tutti.
E di questo vogliamo trattare, pubblicando diversi contributi, saggi, documenti, che ci possano aiutare a comprendere, oltre la cortina fumogena della propaganda e dei “poteri forti”, a ragionare criticamente su questo che è indubbiamente un tema cruciale per il futuro del paese.
Alla propaganda non intendiamo rispondere con la contro-propaganda, ma con analisi scientificamente rigorose, con dati difficilmente contestabili con cui è comunque necessario confrontarsi.







