ISRAELE E PALESTINA - OCCIDENTE E TERRORISMO - LA GUERRA GIUSTA
Molti amici ci scrivono, a volte anche per esprimere il proprio disaccordo su qualche tema. Siamo contenti del confronto. Cosa pensano i nostri lettori sugli orientamenti della rivista? Scriveteci.
ISRAELE E PALESTINA
Lo scopo di questa mia lettera, anche come sfogo alla sofferenza che sto provando, è il precipitare del piano distruttivo contro il popolo e lo stato palestinese. Soffro soprattutto per la generale indifferenza verso la pluridecennale ingiustizia subita da questo popolo, costretto a divenire terrorista di fronte a un programmato piano di annientamento. Ho letto più di un articolo sull’argomento, anche di giornalisti medioorientali. Ho udito con dolore la parzialità dei nostri mezzi di comunicazione: per esempio perché si ha paura di “offendere” Israele chiamando le zone occupate con il loro vero nome di territori occupati, anziché semplicemente territori? Credo che ormai la situazione sia giunta a un punto di non ritorno…
PIETRO BULGARI, Orzinuovi (Bs).
Leggo da anni Missione Oggi e vi trovo sovente cose interessanti. Le scrivo perché non condivido la sempre più netta propensione filo-islamica (non solo della vostra rivista), che mette a rischio la stessa possibilità di annunciare Gesù Cristo. Credo che l’unione di tutte le fedi non vada bene e che la salvezza anche quaggiù oggi dipende dal sì di ciascuno a Dio in virtù dell’annuncio di Gesù Cristo. (Seguono quattro pagine di analisi della storia dei rapporti tra palestinesi e israeliani; riportiamo solo una parte delle conclusioni, ndr).
Oltre un milione di ebrei dai paesi arabi sono andati a vivere in Israele e non sembra sensato né possibile che ritornino indietro…
Ma dopo gli accordi di Camp David è risultato evidente che la situazione creatasi favoriva l’allargamento e l’intensificarsi delle attività terroristiche contro civili israeliani. Proseguire ancora in questa direzione porterebbe con tutta probabilità a una guerra ancora più distruttiva delle precedenti.
LUIGI GIANOLA, Como.
OCCIDENTE E TERRORISMO
Non ho rinnovato l’abbonamento alla vostra rivista per l’anno 2002. Pur rimanendo sempre amica e vicina ai saveriani, apprezzando quanto essi fanno per i “poveri della terra”, non condivido certe posizioni della rivista, visceralmente antioccidentali e supine a quelle di pseudopacifisti politicizzati.
ALESSANDRA BRAMBILLA, Pedrengo (Bg).
Ho ricevuto i primi due numeri della rivista. Apprezzo il vostro accorato impegno per i grandi valori di solidarietà e di richiamo alla coscienza civile.
Non condivido l’atteggiamento alquanto manicheo di rifiuto dell’Occidente, rappresentato soprattutto dagli Usa, e di ambigua tolleranza verso un indeterminato Oriente. È la prosecuzione odierna della vetero-scelta delle Sinistre fra il mondo sovietico e il mondo occidentale. Ma l’ideologismo è fragorosamente crollato, finito. …Nel numero di febbraio c’è un intero dossier dedicato alla condanna degli Usa. Ma chi cerca di combattere adesso il terrorismo? Lo combattete voi della redazione o i ragazzi al fronte, che rischiano giorno e notte la loro vita per tutti noi?
ANTONIO MANFREDI, Alseno (Pc).
LA GUERRA GIUSTA
Ho apprezzato nel numero di gennaio l’intervento di fr. Emmanuel “Superare la teologia della guerra giusta”. Mi chiedo: che non sia proprio il tempo giusto per provocare una riflessione vasta e coinvolgente per capire di più cosa pensano i teologi oggi? Gradirei avere le fotocopie dei 16 articoli di MO. Tra questi leggo un titolo: “Domina ancora una teologia che giustifica la guerra”. È vero? Mi sembrava di aver capito che i biblisti concordassero nell’insegnamento “dell’amore ai nemici” di Gesù…
È così? Si può dire che Gesù ha escluso qualsiasi uso della violenza, e quindi della guerra? Non ci ha chiesto di vincere il male con il bene?… Vorrei tanto che la teologia ci aiutasse a ricollocarci sui sentieri di Gesù. Come redazione, potete pensare di ospitare nella rivista i punti controversi degli esegeti?
FILIPPO GERVASI, Cursi (Le).







