IL DIALOGO DELLA SALVEZZA / PICCOLA TEOLOGIA DELLA MISSIONE
L’originalità del volume sta nel profondo intreccio fra le intuizioni teologiche e la singolare biografia dell’Autore: quella di un uomo “decentrato” a motivo delle vicende familiari e personali. E che, quindi, vede la realtà da una prospettiva particolarmente feconda: quella della periferia.
“Il dialogo della salvezza” è il titolo del primo libro in italiano dell’arcivescovo di Marsiglia, Jean-Marc Aveline, pubblicato dalla LEV (2024). Creato cardinale da papa Francesco nel 2022, Aveline è una delle figure più rappresentative dell’episcopato francese, tra l’altro fondatore e direttore per diversi anni dell’Istituto di Scienze e Teologia delle Religioni di Marsiglia, oltre che direttore dell’Istituto Cattolico del Mediterraneo nella stessa città.
Nella prima parte del suo scritto (“Una vita al crocevia…”), l’A. racconta la storia della sua famiglia, di origini umili, che nel 1962 è costretta all’esilio dalla terra d’Algeria dov’era ormai radicata da quattro generazioni. In patria incontra tanti problemi, la morte di una sorella, Martine, mentre l’altra sorella e lui stesso hanno bisogno di cure. La famiglia, sballottata come tante in varie parti del paese, trova finalmente accoglienza stabile a Marsiglia. Ordinato prete nel 1984 per la Chiesa di Marsiglia, Aveline ne diventa vescovo nel 2019, abbracciando la peculiarità della città, una vera e propria scuola di alterità, dove convivono oltre sessanta provenienze etniche. Nelle note autobiografiche d’introduzione (pp. 9-41), l’A. ci fa intuire l’importanza della biografia per la teologia: è la prima teologia!
La seconda parte del libro (“Piccola teologia della missione”) coincide con le riflessioni teologiche, scandite in tre capitoli: “La missione come dialogo di salvezza” (pp. 51-70); “La missione sull’orizzonte della promessa” (pp. 71-91); “La missione nella dinamica della cattolicità” (pp. 93-111). Nel primo l’A. sviluppa il legame tra dialogo e missione, un binomio indissolubile, dove il dialogo è parte integrante e teologicamente costitutiva della missione. Dio, infatti, per rivelarsi, è entrato in dialogo con l’umanità, fin dalla creazione. La Bibbia racconta questo dialogo sotto forma di colloquium salutis, d’accordo con l’Ecclesiam suam di Paolo VI (6 agosto 1964). La missione della Chiesa è questo dialogo con l’umanità, che si adegua allo stile trinitario di Dio. Un dialogo il cui clima, sempre d’accordo con Paolo VI, è quello dell’amicizia, anzi del servizio. È ciò che hanno testimoniato fino alla morte Charles de Foucauld, Pierre Claverie e molti altri, condividendo le questioni esistenziali fondamentali del popolo in mezzo al quale hanno scelto di vivere. Ed è allora che il Vangelo può essere annunciato, non come mero slogan, ma come buona notizia che tiene conto dell’altro.
Il secondo capitolo è dedicato al rapporto con “i nostri fratelli maggiori”, gli ebrei. Aveline sottolinea lo speciale vincolo tra fede cristiana ed ebraica: “Agli occhi della fede cristiana, l’ebraismo non sarà mai una religione tra le altre e tanto meno una religione come le altre”. Meditare su questa relazione spirituale ci fa collocare la missione nell’orizzonte della promessa fatta da Dio ad Abramo. Un’intuizione teologica di grande attualità, in tempi di rigurgiti antisemiti.
Il terzo e ultimo capitolo ha a che fare col tema della “cattolicità”, da interpretare come una realtà in fieri e non un risultato acquisito: “Vivere in una condizione di minoranza non nuoce alla cattolicità della Chiesa”, afferma Aveline. Anzi, “la cattolicità non si misura dall’importanza del numero, ma dal sapore del sale”. Particolarmente su questi temi, l’A. mostra una piena consonanza con papa Francesco, disseminando nel suo scritto espressioni ad effetto, come quando dice che “lo Spirito… non è in alcun modo agli arresti domiciliari nel quadro angusto dell’istituzione ecclesiale”. Il che comporta un radicale cambio di prospettiva nei confronti di culture e religioni altre. Ma il passaggio più coraggioso è forse il seguente: «Questa è la “cattolicità” della Chiesa. Composta da ebrei e pagani sotto l’egida dello Spirito, la Chiesa accompagna il cammino di Dio verso i popoli del mondo fino ai confini della terra, pronta a entrare in un dialogo di salvezza con tutti gli uomini di buona volontà».
In chiusura, un aneddoto autobiografico. Sul suo letto d’ospedale, la sorella Marie-Jeanne lascia all’A. poche parole: “Basta amare”. Commenta Aveline: “La Piccola teologia della missione è stata scritta seguendo questo consiglio, per incoraggiare i discepoli di Cristo di oggi a trovare nell’amore con cui Dio ama il mondo il fondamento più solido e la speranza più invincibile del loro zelo missionario”.







