Il Centro Studi Missionari Latinoamericano
Il Cemla (Centro de estudios missioneros latinoamericano) è un’iniziativa dei missionari saveriani del Brasile (Nord e Sud), della Colombia e del Messico, con l’obiettivo di favorire la riflessione missionaria, a livello antropologico (culturale) e teologico (missiologico), a servizio della missione ad gentes in America latina.
PARTIRE DALLA REALTÀ
Nella Conferenza dei superiori regionali dei saveriani del 2009 si avvertì la necessità di ripensare, più sistematicamente, l’azione e l’animazione missionaria a partire da ciascun continente, attraverso la creazione di Centri di studi continentali. Nel caso dell’America latina, l’iniziativa è maturata soltanto nel 2012, in occasione del Congresso saveriano sulla missione svoltosi a Tavernerio (Co) nel mese di luglio dello stesso anno. Così, a distanza di poco meno di un anno, è nato il Cemla, a São Paulo del Brasile, dove si è realizzato il primo incontro (4-8 marzo 2013), programmatico, tra i membri delegati dalle regioni saveriane della Colombia, del Messico, del Brasile Nord e del Brasile Sud. L’incontro ha avviato un processo, auspicato da tempo, che si spera possa produrre molti frutti.
A São Paulo i partecipanti hanno definito gli obiettivi del Cemla come gruppo di studio latinoamericano. Il primo obiettivo è riflettere sulla presenza dei saveriani nel contesto latinoamericano, con l’ausilio delle scienze sociali, i mutamenti socio-politici, economici, ecclesiali e religiosi in corso, al fine di offrire stimoli, piste e prospettive, affinché i progetti missionari dei saveriani manifestino in maniera sempre più esplicita la rilevanza del loro carisma ad gentes. Il secondo obiettivo è ripensare teologicamente la missione, anche a servizio della Chiesa locale, aiutandola ad aprirsi all’universalità della missione, come orizzonte permanente del proprio progetto pastorale, locale e continentale.
Nella consapevolezza – che viene dal Concilio Vaticano II – che l’azione missionaria è competenza di tutta la Chiesa, perché la Chiesa o è tutta e sempre missionaria o non si può dire nemmeno Chiesa. In questa prospettiva, è ancora attuale il magistero missionario di papa Giovanni Paolo II: “Le Chiese locali inseriscano l’animazione missionaria come elemento-cardine della loro pastorale ordinaria nelle parrocchie, nelle associazioni e nei gruppi, specie giovanili” (Redemptoris missio 83).
Inoltre, poiché l’impegno dei saveriani in America latina si esprime anche attraverso l’animazione missionaria, il Cemla, memore del celebre numero 368 del Documento di Puebla – “Finalmente è arrivato il tempo, per l’America latina, di intensificare i servizi mutui fra le Chiese particolari e di proiettarsi al di là delle proprie frontiere: ad gentes. È vero che noi stessi abbiamo bisogno di missionari. Ma dobbiamo dare della nostra povertà” –, opererà anche in questa direzione, promuovendo cioè l’apertura della Chiesa locale all’universalità della missione, oltre le proprie frontiere nazionali e continentali.
Il Cemla si impegna anche a ripensare il carisma missionario saveriano nella realtà etnicamente, culturalmente e religiosamente plurale del subcontinente latinoamericano (cfr. Documento di Aparecida, 520), segnato dai volti dei poveri, degli indios, degli afroamericani, dei contadini senza terra, degli operai, ecc. (cfr. Documento di Puebla, 31-39). La riflessione teologica sarà uno strumento utile per captare e leggere la presenza delle sembianze di Cristo nei volti sofferenti e impoveriti del subcontinente. Il metodo proposto è quello che, dal Concilio Vaticano II ai nostri giorni, ha segnato il cammino ecclesiale latinoamericano: vedere-giudicare-agire.
Il Cemla convocherà ed organizzerà incontri su temi di interesse comune dei saveriani presenti in America latina, in vista di una loro presenza missionaria più eloquente e teologicamente fondata.
LA SFIDA PENTECOSTALE
In campo religioso nel subcontinente si registra un boom pentecostale, non solo del pentecostalismo evangelico, ma anche di quello cattolico presente attraverso il Rinnovamento carismatico cattolico (Rcc), che enfatizza pratiche soggettivistiche cariche di emotività, che valorizza la persona ascoltandone le difficoltà, riscattando il corpo come strumento di mediazione con Dio, senza impegno verso la realtà sociale. Il Rcc incorpora nel discorso e nelle pratiche la stessa soggettività e lo stesso individualismo delle Chiese e comunità evangeliche pentecostali. È senz’altro urgente una riflessione di fronte alla proliferazione pentecostale, che non deve prescindere dall’impegno ecumenico, ritenuto irreversibile dalla Chiesa cattolica (cfr. Redemptoris missio, 83).
La sfida principale consiste nel saper dialogare con la realtà plurale dell’America latina. Un dialogo che esige un approccio attento, un’indagine puntuale e un desiderio profondo di conoscenza dell’altro, vedendo nella diversità e nella pluralità (anche quella pentecostale) un segno dei tempi (che non può essere ignorato dalla Chiesa cattolica). Da qui l’appello del Documento di Aparecida per “una pastorale decisamente missionaria”, che sappia cioè dialogare col mondo contemporaneo e non “meramente di conservazione” (n. 370).
I PROSSIMI IMPEGNI DEL CENTRO STUDI
Nel suo primo incontro, il Cemla si è reso conto che i saveriani in America latina devono senz’altro privilegiare le attività di animazione missionaria e vocazionale. Ma tali attività hanno bisogno di essere rivisitate, riscoperte e risignificate in un contesto di nuova evangelizzazione come è quello dell’America latina. In questo senso, ha grande significato l’eredità e la testimonianza di san Guido Maria Conforti, fondatore dei saveriani, che fu un esemplare animatore missionario della Chiesa locale italiana: a lui ci si può senz’altro ispirare per purificare e attualizzare la nostra animazione missionaria e vocazionale nel subcontinente.
Il Cemla ha anche fatto un’analisi della situazione ecclesiale dell’America latina e della presenza dei saveriani in realtà pastorali più tradizionali, ma di fronte a nuove emergenze (e identità) socioreligiose, in situazioni di nuove povertà, che emergono nel subcontinente, e in quelle più specificamente ad gentes, come l’impegno con la pastorale indigenista (indios).
Nel quadro di questa analisi si è sentita la necessità di un incontro annuale e di un lavoro e scambio costante on-line. Sono stati definiti anche i compiti di ciascun membro del Cemla e si è fissata la data del prossimo incontro (21-25 gennaio 2014 a Guadalajara, in Messico). Il tema di tale incontro sarà: La presenza saveriana in America latina nell’animazione missionaria. Si è stabilito che, oltre ai confratelli delegati dai rispettivi superiori regionali, altri possano essere invitati a collaborare. Il materiale prodotto sarà pubblicato in spagnolo e portoghese per facilitarne l’accesso nel continente. I risultati delle riflessioni potranno essere inseriti in pubblicazioni e messi a disposizione nei siti web delle rispettive regioni e nei siti di missiologia.
Gli altri Centri studi Saveriani
CENTRO STUDI ASIATICO (CSA).
Il Csa è nato nel 2006, in Giappone, dalla volontà e determinazione di padre Tiziano Tosolini, che ne è il direttore, raccogliendo le intenzioni di quattro regioni saveriane dell’Asia – Bangladesh, Filippine, Giappone e Taiwan –, diventate in seguito cinque, con l’adesione dell’Indonesia. Il gruppo di lavoro inter-regionale è attualmente formato dai saveriani Sergio Targa (Bangladesh), Matteo Rebecchi (Indonesia), Tiziano Tosolini (Giappone), Everaldo Dos Santos (Filippine), Fabrizio Tosolini (Taiwan). Il Centro pubblica una rivista trimestrale Quaderni del CSA e una serie di studi monografici, frutto della ricerca annuale nelle succitate missioni saveriane dell’Asia e la cui ultima pubblicazione verte sul tema dei diritti umani: T. TOSOLINI (ed.), Asia and Human Rights. Nel 2013 il Centro ha inaugurato la collana Monumenta Missionalia, la cui prima pubblicazione riguarda il Bangladesh: S. TARGA (ed.) Satkhira: The Diaries of the Jesuit Fathers (1918-1947).
- Asian Study Centre – Xaverian Missionaries
- Ichiba Higashi 1-103-1 598-0005 Izumisano/Osaka-Japan
- E-mail: tiziano@eos.ocn.ne.jp
CENTRO STUDI AFRICANI (CEA)
Il Cea (Centre d’Études Africaines) è nato nel 2009, sulla scia di quello asiatico, dai regionali saveriani dell’Africa. Il gruppo di lavoro inter-regionale è attualmente formato dai saveriani Armando Coletto, Roméo Kengne e Paolo Tovo (CamerunCiad), Giuseppe Dovigo (Congo RD), Rubén Antonio Macías Sapién (Burundi), Michele Carlini (Sierra Leone). Il Centro pubblica una rivista semestrale Cahiers du Centre d’Études Africaines, il cui direttore è padre Paolo Tovo. Il direttore del Centro è l’attuale regionale del Camerun-Ciad, padre Armando Coletto. Il Centro si è dotato di un sito web: http://home.catholicweb.com/cea/
- Centre d’Études Africaines
- Missionnaires Xavériens B.P. 185
- Yaoundé (Oyom Abang) Cameroun
- Tel. (00237)22238927
- E-mail: paolotovo@hotmail.com







