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Paolo Martinelli dell’Associazione Ora Legale Onlus ci ha chiesto una collaborazione, attraverso l’invio di alcune copie della rivista “Missione Oggi”, all’esperienza di riutilizzo sociale di un’edicola confiscata alla criminalità organizzata in quel di Pisa. Volentieri aderiamo alla proposta, augurando successo all’ardua ma importante impresa di valorizzare un “bene” confiscato alla mafia mettendolo al servizio di un “bene” maggiore, di promozione della cultura della solidarietà e della legalità.

I SAPERI DELLA LEGALITÀ

PAOLO MARTINELLI

Nel luglio 2013 il tribunale di RC ha disposto il sequestro e poi la confisca di un’edicola posta nel centro storico di Pisa, a complemento delle indagini della Dia di Messina riguardanti un sodalizio mafioso attivo negli anni ’90.

Libera e la coop. soc. AXIS – Acli X Impegno Sociale, col supporto di un’ampia rete di soggetti istituzionali, nell’interpretazione più autentica della legge 109/96 (disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati) hanno avviato un progetto di riutilizzo sociale dell’edicola.

Il progetto “Dal bene al Bene…” consiste nel riutilizzo dell’attività di rivendita di giornali al fine di promuovere tre nuovi posti di lavoro per personale svantaggiato (legge 381/91). L’edicola, posta nel corso principale di Pisa, è strumento efficace per la promozione della cultura della legalità democratica, della solidarietà e dell’antimafia sociale, vista la crescente esposizione del territorio toscano a fenomeni di infiltrazione mafiosa e corruttiva che necessita sempre più di risposte concrete e coerenti che mirino alla ricostruzione del tessuto sociale e favoriscano il rispetto delle regole e della democrazia.

Il progetto va in continuità con l’importante lavoro culturale che ci vede da anni impegnati attraverso l’organizzazione di iniziative culturali, sportive, sociali, scolastiche ed in continuità con il progetto della bottega “Sapori e saperi di legalità” di Pisa per la diffusione di prodotti alimentari provenienti dai terreni confiscati alle mafie. Inoltre il progetto risulta innovativo sia perché il riutilizzo sociale di un'azienda confiscata non è previsto dalla legge come lo è invece per i beni confiscati, sia perché ad oggi la maggioranza delle aziende confiscate o sequestrate vengono avviate al fallimento.

RICONOSCERE LA PALESTINA COME STATO

MONS. GIOVANNI RICCHIUTI 

  • Presidente di Pax Christi Italia
  • Altamura, 28 febbraio 2015

Amiche e amici tutti di Pax Christi, come sapete mi appresto, lunedì mattina, 2 marzo p.v., alle ore 11.00, con partenza da Fiumicino, a recarmi nella Striscia di Gaza unendomi, a nome di Pax Christi, all’Associazione Vento di Terra per una visita di solidarietà  e di speranza ad un territorio e alla comunità palestinese ivi residente.

La solidarietà per le tante sofferenze, difficoltà e povertà che quelle comunità, da anni ormai, tra l’altro nell’undicesimo anniversario della costruzione del muro, sono costrette a subire anche a motivo dell’impossibilità di pensare ad una ricostruzione nonostante le voci che si levano in Europa per  aprire nella Striscia i corridoi umanitari. La mia visita vuole essere un gesto e un segno, come scritto nel comunicato del 26 febbraio, a firma di don Renato Sacco, coordinatore di Pax Christi, per una Quaresima che ci liberi dalla assuefazione alla “globalizzazione dell’indifferenza”.

Avrei voluto partire portando la “buona” notizia del riconoscimento dello Stato Palestinese da parte del Parlamento Italiano, ma la delusione è forte, avendo appreso del “pasticcio” delle due mozioni approvate dal Governo italiano, pur essendo in contrasto tra di loro.

Che delusione! Il Parlamento italiano deve riconoscere la Palestina come Stato che ha diritto di vivere in autodeterminazione e con confini sicuri, così come avviene da 67 anni per Israele. Porre condizioni ai palestinesi, o parlare di “promuovere” il riconoscimento, rimandano soltanto il problema e non approdano a nulla. Nonostante questa delusione il cammino della pace e della riconciliazione, dopo averlo affidato al Signore, deve continuare ad alimentare il nostro impegno di pace e di riconciliazione.

Chiedo a tutti voi la vicinanza della preghiera e la vostra compagnia ideale e spirituale in questo viaggio.



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