I MISSIONARI COME CUOCHI
Parto dall’apostolo Paolo, perché ci ricorda che missione e vocazione vanno insieme. Nel suo caso, la vocazione coincide con la missione di aprire i recinti d’Israele alle genti. Lo si vede nel discorso all’Areopago di Atene (At 17).
Paolo arriva a formulare questo annuncio in territorio “straniero”, dopo che lui e a Sila sono stati accusati dai giudei di Tessalonica “di aver messo sottosopra il mondo” (v. 6), dovendo fuggire a Berea, dove la scena si è replicata. Paolo ha collaudato un certo stile di missione: andare nelle sinagoghe, fare seguaci, muovendosi sempre in coppia.
Ad Atene, invece, si trova da solo e dai vv. 16-23 emerge il passaggio, non raccontato, dal pregiudizio verso l’idolatria degli ateniesi al riconoscime…
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