I MIGRANTI SACRIFICATI SULL’ALTARE DELLA SICUREZZA
Ancora una volta la parola “sicurezza” mette in causa le relazioni sociali di intere comunità nazionali e internazionali. Dopo l’11 settembre 2001 pare che ogni problema o controversia tra le nazioni, oltreché nelle comunità di prossimità, debba essere affrontato con sistemi di controllo e limitazione delle libertà individuali o collettive. La libertà sfregiata e malriposta in alcuni individui, diventa elemento di pericolo generalizzato, foriero di catastrofi improvvise. Mentre le catastrofi costruite e pianificate a dovere da Stati e governi sono semplicemente eventi-danni collaterali, che spesso si concretizzano negli ambiti delle cosiddette “missioni militari di pace”. Le istanze di giustizia e uguaglianza ben ancorate formalmente nelle costituzioni di molti paesi civili trovano di fat…
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