La pandemia prima e le orribili guerre poi hanno reso evidente, nonostante la miopia della geopolitica, che siamo una “comunità di destino”. Se comunità e non piccole patrie, la risposta ai problemi della convivenza, ma anche a quelli posti dal cambiamento climatico, non può che essere l’esperienza di ospitalità dove le differenze sono accolte senza trasformarsi in disuguaglianze. Ci sono vari modi di essere umani, differenti visioni di rapporto con la natura che reclamano il diritto di essere accolti e non silenziati. Oltre ai diritti umani, civili, politici, questo è il tempo di affermare anche i diritti epistemici richiesti soprattutto dalle culture colonizzate, che possono concorrere a costruire un pensiero inedito non perché necessariamente nuovo, ma perché finalmente libero di esser…
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