Governo non rispetta la Costituzione - Dom Flavio e il suo fiume
UN GOVERNO CHE NON RISPETTA LA PROPRIA COSTITUZIONE
Destinato alla regione dell'Alto Xingu, ho cercato di conoscere la situazione delle comunitá e gruppi umani qui presenti. Si presentano in questo modo:
- -Gruppi indigeni (Kayapó, Xicrim, Assurini, Parakaná);
- - Abitanti tradizionali lungo le rive dei fiumi;
- -Coloni che sono arrivati in questi ultimi 20 anni ed hanno occupato le terre;
- - Lavoratori delle società minerarie presenti nella regione;
- - Impiegati delle grandi "fazendas";
- - Popolazione che vive nelle cittadine centrali (Ourilândia do Norte, Tucumã, São Félix do Xingu), nelle parrocchie affidate ai missionari saveriani e che appartengono alla Prelazia dello Xingu (con sede ad Altamira).
La mancanza di una politica di regolarizzazione delle proprietà fondiaria, unita alla mancanza di demarcazione delle aree indigene (per legge doveva essere conclusa negli anni ‘90, ma finora è stata realizzata in parte) ha aperto un conflitto molto grave tra le popolazioni indigene e gli altri gruppi, provocata, in parte, dallo stesso governo federale che ha introdotto nell'area centinaia di famiglie in cerca di terre. Pur essendo a conoscenza degli studi antropologici per definire i limiti dell'area indigena e l'interdizione di occupare lo spazio in discussione, il Ministero della Riforma agraria ha continuato a immettere coloni dove non doveva. Si è creata quindi una situazione di fatto per cui il governo si è permesso di ridurre l'area di quasi 300.000 ettari.
Pochi mesi fa il Presidente della Repubblica ha finalmente stilato gli Atti di Omologazione di alcune aree indigene, (ma non ancora di tutte, come esige la Costituzione brasiliana) suscitando le proteste da parte di chi si trovava in territorio che deve essere restituito alle popolazioni indigene.
Sobillati dai grandi latifondisti (che dovrebbero essere rimossi per primi dalle terre invase), le famiglie dei coloni hanno resistito all'ordine di sgomberare, sia perché là sono state inviate dallo stesso governo, sia perché ritengono che il pericolo di reazioni violente indurrà l'esecutivo a rivedere e ridurre ulteriormente le dimensioni stabilite dall'Atto Omologatorio. In questi giorni il governo federale e quello statale stanno facendo un sopraluogo per stabilire chi avrà diritto a indennizzi per andarsene, chi non ha alcun diritto e chi dovrà essere ricollocato in altre aree disponibili. La maggior parte delle famiglie dei coloni non vogliono però essere trasferite in zone già disboscate, perché non sono più idonee all'agricoltura e all'allevamento di bestiame. Resterebbero i parchi nazionali e statali e le riserve biologiche, già ridotte al minimo.
Quale soluzione sarà scelta? Quale sarà il futuro di queste migliaia di famiglie arrivate fino qui (ed altre che stanno arrivando) e oggi senza la garanzia di rimanere in questa regione? È difficile prevedere che cosa succederà nei prossimi mesi. Quello che noi possiamo fare è cercare di aiutare e accompagnare i vari gruppi perché non ci sia violenza né ingiustizia e i diritti di ciascuno e di ogni gruppo siano garantiti. La situazione attuale dimostra che, senza una regolarizzazione fondiaria chiara e definitiva, i conflitti saranno sempre più gravi e violenti.
Padre Angelo Pansa, Tucumã (Pará) Amazzonia.
DOM FLAVIO E IL FIUME
In Brasile é successo un evento di grande speranza: il digiuno di Frei Flavio Cappio, vescovo di Bahia, per esigere i diritti del fiume S. Francisco e dei suoi abitanti vicini. Il governo ha ancora mancato alle speranze dei movimenti popolari: si cala le braghe davanti al capitalismo feroce. Dopo 22 giorni di digiuno, il vescovo si é sentito male e, dopo esser stato all'ospedale, ha chiuso la sua "guerra pacifica". Questo fatto ha smascherato il governo Lula. Frei Cappio ha detto che "Lula é morto, il nostro presidente é Inacio da Silva" (Lula sarebbe il soprannome popolare del sindacalista). Il governo Lula ha deluso gli assetati di giustizia. Frei Cappio ci ha ricordato che il digiuno e la preghiera sono ancora oggi strumenti validissimi nella lotta per la giustizia e la pace.
Miguel Taboada Tabuenga, SAO PAOLO, BRASILE.







