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GOMA: GLI AIUTI NON LEDANO LA DIGNITÀ DEI CONGOLESI

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Per chi desidera inviare aiuti, suggeriamo l’Associazione Solidarietà Muungano, presente a Goma da 25 anni e tuttora operante nella città. Il suo referente è a Parma: Tel. 521.31.42.62; Fax: 0521.31.42.69; E.mail: muungano@libero.it

A pochi giorni dall’eruzione del vulcano che ha distrutto parte della città di Goma, i suoi abitanti stanno tornando a casa. Rifiutano di essere confinati in campi profughi in territorio rwandese. È l’ennesima prova di coscienza nazionale e di resistenza contro le forze di occupazione rwandese, che detengono il controllo della città fin dal 1998.

La città di Goma è caratterizzata per la pluralità dei suoi abitanti. Gruppi di diversa provenienza etnica sono da sempre convissuti in armonia. Dal 1998 sta resistendo con forme di lotta nonviolenta all’occupazione, chiedendo il ritiro di ogni contingente straniero e l’avvio deciso del dialogo intercongolese per raggiungere una riconciliazione nazionale.

Si tratta di una popolazione particolarmente giovane, attiva ed accogliente: diverse ondate di profughi hanno trovato ospitalità nella città, fino ad arrivare, nel 1994 dopo i fatti del Rwanda, ad ospitare circa un milione e mezzo di profughi. Prima dell’eruzione del vulcano la città era abitata da circa 350.000 persone. Di esse solo una parte ha trovato un primo rifugio oltre il confine rwandese. Questi dati devono essere tenuti presenti:

– Gli aiuti devono essere gestiti da autorità congolesi, in territorio congolese e in collaborazione con le forze della società civile (confessioni religiose, rappresentanti della società tradizionale…). Se fossero gestiti da rwandesi e in territorio rwandese, per la popolazione che da anni resiste all’occupazione, sarebbero aiuti avvelenati.

– In questo momento a Goma c’è bisogno di tutto, soprattutto nel settore sanitario e alimentare. Ma nelle scelte delle priorità e delle modalità di intervento, va fatta una valutazione seria con la società locale, in modo che gli aiuti non svolgano solamente un ruolo di semplice assistenza, ma preparino la ricostruzione.

– Vanno utilizzate le strutture locali esistenti e l’impiego e la valorizzazione del personale locale. Ci sono molte persone preparate nel settore sanitario e sociale che possono svolgere un ruolo attivo e direttivo in collaborazione con i vari organismi internazionali.

– Non va dimenticato che la città vive da anni in una situazione di guerra e di occupazione. Una guerra che non ha permesso lo sviluppo dell’economia, che, anzi, sta diventando sempre di più l’occasione per uno sfruttamento sistematico delle risorse del territorio da parte delle nazioni occupanti. La presenza di osservatori delle Nazioni Unite è stata vissuta dalla popolazione come un segnale di speranza. È, quindi, necessario che questa presenza non venga meno, ma, anzi, sia rafforzata. Solo il ritiro di ogni forza di occupazione, il dialogo intercongolese e la riaffermazione della pace, secondo gli accordi di Lusaka, le risoluzioni del Consiglio di sicurezza e il rapporto Garreton, possono costituire un quadro politico che permetta agli aiuti umanitari di divenire l’inizio di un cammino di sviluppo.


CHIAMA L’AFRICA

- Versamento bancario intestato a: Associazione Solidarietà – Mungano ONLUS, CARIPARMA e PIACENZA, Agenzia 23 Parma

  • CC. 40202967.
  • ABI. 6230
  • CAB. 12725

- Versamento postale intestato a: Associazione Solidarietà Mungano ONLUS

  • CC. 12686432. Specificare nella causale: “Emergenza Goma”.


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