GIUBILEO E GLOBALIZZAZIONE DALL’AMERICA LATINA
C’è il rischio che il Giubileo si riduca a ritualismo o ad una pagana “corsa al mattone”, se non è vissuto a partire dalla drammatica situazione “strutturale” di ingiustizia e di esclusione del nostro mondo.
Missione Oggi è ricorsa più volte, nell’apposita rubrica "Quale Giubileo?", alla sensibilità di teologi latinoamericani per presentare una lettura adeguata del significato dell’anno giubilare. Ricordiamo Giubileo dell’anno 2000 e A.L. di Marcelo Barros (aprile ‘98) e, dello stesso autore, Camminando verso il Giubileo (luglio ’98), Il Giubileo visto con occhi brasiliani (settembre ’98); un gruppo di vescovi e teologi dell’A.L., riuniti nel decennale della morte di mons. Proaño, pensando al Giubileo hanno lanciato Il grido di Riobamba (ottobre ’98); infine, il vescovo Pedro Casaldaliga ci ha presentato Il proclama del Giubileo tra sogni e grida (febbraio e marzo ’99).
Il Dossier che ora offriamo, a partire da una relazione del teologo cileno Pablo Richard, traccia un quadro completo: poiché segue come biblista le comunità di base e anima in tutto il continente la “lettura popolare” della Bibbia, ci racconta quale sia stata la preparazione del Giubileo (1° articolo); poi mette a fuoco i valori biblici di fondo del Giubileo (2° articolo), giungendo ad alcune direttrici che attualizzano lo spirito del Giubileo di fronte alla globalizzazione (3° articolo).
Completano il Dossier altri interventi: di Marcelo Barros, Paolo De Benedetti, Arturo Paoli, Giovanni Paolo II nella Tertio millennio adveniente.







