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Distinta dall’empatia, che riesce solo ad immaginare l’esperienza di un’altra persona, la compassione, invece, muove all’azione e per questo ha un carattere pubblico e non solo privato (per approfondire la riflessione macro-ecumenica sulla compassione, si veda M. Dal Corso, a cura di, Religioni e compassione, 2023). Quando vera, infatti, la compassione richiede tre requisiti cognitivi fondamentali: un giudizio serio sulla situazione di sofferenza dell’altro per cui provo compassione, il discernimento circa la non meritata sofferenza della vittima e, infine, che la stessa vittima “mi interessi”, che la sua situazione, come dicono i filosofi, sia passibile di un “giudizio eudaimonistico” (che cerca la felicità). Se sappiamo, poi, educare alla compassione, preservandola dal rischio sem…

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