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Nel 2009 sono stati uccisi 37 testimoni del Vangelo, il numero più alto registrato negli ultimi dieci anni. È il drammatico bilancio contenuto nel tradizionale dossier dell’agenzia Fides sugli operatori pastorali che hanno perso la vita nel corso degli ultimi 12 mesi.

Nella lista compaiono due religiose: suor Marguerite Bartz e suor Denise Kahambu Muhayirwa. La prima, 64 anni, delle Suore del Santissimo Sacramento per gli Indiani e i Negri (SBS), è stata uccisa nel suo convento di Saint Berard, nella zona dei Navajo, nel Nuovo Messico (Usa), domenica 1 novembre. La seconda, 44 anni, monaca trappista, è stata uccisa la sera del 7 dicembre da uomini armati in uniforme entrati nel monastero di “Notre Dame de la Clarté” a Murhesa, 20 chilometri da Bukavu, nel territorio di Kabare, nella Repubblica Democratica del Congo.

Sono solo la punta di un iceberg più grande della violenza contro le donne e del martirio al femminile, che si consumano silenziosamente nei tanti conflitti che insanguinano il mondo.

Scrive a questo proposito Teresina Caffi, missionaria saveriana in Congo RD: “Giorno per giorno, impariamo dalla gente la concretezza dell’amore. Alle sei del mattino, mentre si va a Messa, emoziona ricevere il saluto sorridente delle mamme che salgono dal lago con gerle di sabbia bagnata, chine sotto il peso, per portarle per pochi soldi a una casa in costruzione. Poi andranno a coltivare i campi sotto il sole, tornando nel primo pomeriggio col carico di legna; poi dovranno preparare il cibo, mangeranno per ultime e dovranno essere sempre a disposizione, giorno e notte. È impressionante vedere, in questi anni di guerra, le donne andare nei campi a rischio d’esservi stuprate, per nutrire la famiglia. E vederle portare l’umiliazione subita, in silenzio, per non essere respinte.

Donne che alimentano il loro coraggio alla certezza che il Signore sa, il Signore ama e di lui ci si può fidare”.

L’assassinio di suor Marguerite Bartze e di suor Denise Kahambu Muhayirwa, la testimonianza quotidiana di amore di migliaia di donne senza nome in Congo RD richiamano tante altre storie di missione pagate al prezzo del martirio.

Esattamente 5 anni fa, il 12 febbraio 2005, in piena foresta amazzonica, in Brasile, veniva uccisa Dorothy Stang, 73 anni, una religiosa americana delle Suore di Notre Dame di Namur. In Brasile era una presenza umile e solidale a fianco dei contadini in cerca di terra nelle regioni più remote dell’estremo nord del paese. Era diventata una voce profetica per il riscatto della dignità dei sem terra e della foresta amazzonica devastata.

Tante storie di martirio: quelle di donne minacciate di morte perché hanno difeso la giustizia, come Dorothy Stang e Marguerite Bartze; di donne che si sono esposte al rischio per curare i malati, come Annalena Tonelli; di donne che vivono in situazioni di conflitto, come Denise Kahambu Muhayirwa e migliaia di congolesi.

Assai più spesso vittime che carnefici, le donne, apparentemente “fragili” sembrano dotate di una forza “diversa”, più abile a portare pesi emotivi e relazionali che a scaricarsi sugli altri, e quindi più capaci di evocare il paradosso paolino del “quando sono debole è allora che sono forte” se non addirittura la forza crocifissa di Gesù.



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