DON MILANI: VERSO LA SCUOLA DI BARBIANA
Segnaliamo il libro "Verso la scuola di Barbiana" di D. Simeone, la cui tematica era già stata anticipata dallo stesso autore (nov. '95), e che i lettori di M.O. conoscono anche per un altro precedente intervento (apr. '95).
- Il libro può essere richiesto alla nostra redazione.
Don Lorenzo Milani continua a far parlare di sé e della sua opera pastorale ed educativa, nonostante siano passati trent'anni dalla sua morte. Le polemiche non sembrano assopirsi, mentre si moltiplicano le interpretazioni attorno alla sua figura. Tuttavia Verso la scuola di Barbiana di Domenico Simeone, uscito nel settembre 1996, non è da considerarsi l'ennesimo libro su di lui.
Intanto cambia sensibilmente l'oggetto di analisi: non più la scuola di Barbiana, ma il cammino percorso prima di arrivarci e cioè l'esperienza fatta, da giovane prete appena ordinato, a S. Donato di Calenzano (dall'ottobre del 1947). Qui, don Milani si scontra con il disinteresse dei fedeli, con una pratica religiosa svuotata di ogni significato interiore. Questo stato di cose lo convince che soltanto la scuola può elevare gli interessi dei giovani; e che la causa dell'incoerenza religiosa del suo popolo è da ricercarsi nella mancanza di istruzione civile.
Mentre, per il don Milani di S. Donato, la scuola è a servizio della pastorale seppur con modalità di funzionamento aconfessionali; a Barbiana, al contrario, essa non sarà direttamente collegata ad obiettivi religiosi. In quella piccola parrocchia di montagna (dove il sacerdote approda il 6 dicembre 1954), la scuola dovrà dare soprattutto la "parola".
"Soltanto quando il possesso della parola consentirà un vero dialogo", spiega in terza di copertina Simeone, "sarà possibile una reale evangelizzazione".
In una lettera al direttore del "Giornale del Mattino" (28 marzo 1956), don Milani scrive infatti: "Sono otto anni che faccio scuola ai contadini e agli operai e ho lasciato ormai quasi tutte le materie. Non faccio più che lingua e lingue. Mi fermo sulle parole, gliele seziono, gliele faccio vivere come persone che hanno una nascita, uno sviluppo, un trasformarsi, un deformarsi". L'importanza dell'insegnamento della lingua nasce dalla consapevolezza che ciò che manca ai poveri è il dominio della parola per poter comprendere gli altri, per poter esprimere le ricchezze che la loro mente racchiude.
Ma proprio per capire il "dopo" (Barbiana), è necessario analizzare con attenzione il "prima". Il chiaro scopo della ricerca è dunque di descrivere l'azione di pastorale di don Milani e il progetto educativo della scuola popolare di S. Donato, nel tentativo di cogliere gli elementi di continuità e discontinuità con la successiva esperienza milaniana. Vengono inoltre messi in luce gli aspetti originali di quest'impresa rispetto al contesto socio-culturale e religioso del tempo; si valuta, quindi, la possibilità di attualizzare il messaggio educativo di quest'educatore scomodo, assolutamente fedele alle proprie idee e al messaggio evangelico, nell'ambito del dibattito pedagogico contemporaneo.
Con la consapevolezza che "parlare o scrivere di don Milani è estremamente difficile" (l'affermazione è di G. Miccoli, intervenuto al Convegno su don Lorenzo Milani che vi tenne nel 1980 a Firenze), Simeone poggia la sua ricerca essenzialmente su dati specifici e sui testi milaniani.
Verso la scuola di Barbiana è dunque arricchito dal contributo di lettere inedite del sacerdote fiorentino, da una serie di testimonianze - sempre inedite - portate dagli ex alunni e da diversi suoi amici (tra cui p. David Maria Turoldo). L'opera è completata infine da un'ampia bibliografia.
Domenico Simeone, Verso la scuola di Barbiana, Il Segno dei Gabrielli Editori, S. Pietro in Cariano (Verona), 1996, pp 233, Lit 30.000







