DA ALTAMIRA... - DA BONDO... - DALLA SIERRA LEONE..
Da Altamira (Brasile), Bondo (RdC) e Freetown (Sierra Leone) ci sono arrivate queste tre lettere di auguri. Sono cariche di sofferenza, ma anche di speranza per l'anno che si apre.
I RAGAZZI VIOLENTATI DI ALTAMIRA
"Decretata la prigione preventiva degli accusati della violenza contro i ragazzi di Altamira". Questa che vi mando, non è una grande notizia, neppure un regalo di Natale. Semplicemente un passo in avanti in questa interminabile tragedia (di cui MO ha scritto in passato, ndr). Il giudice di Altamira (Brasile), Luiz Malato, ha decretato la prigione preventiva degli indiziati nel processo che la Giustizia muove contro Carlos Gomes dos Santos, Aldenor Ferreira Cardoso, Césio Flávio Caldas, Anísio Ferreira de Sousa, Valentina de Andrade e Amailton Madeira Gomes, accusati di aver violentato e ucciso alcuni ragazzi di Altamira negli anni 1989-1993. Come nota il giudice nella sua decisione, "neppure gli indirizzi (degli accusati), eccetto in un caso, sono stati registrati (negli atti del processo) o sono stati forniti dagli stessi avvocati".
Il processo é fermo dal maggio scorso, quando gli accusati avrebbero dovuto ricevere la citazione per presentarsi in assise. Siccome la citazione deve essere fatta personalmente, la strategia ostruzionista degli avvocati era consistita nel nascondere gli accusati. L’attuale decisione del giudice mira a spezzare il boicottaggio. Purtroppo il dr. Malato ci ha messo sei mesi per prenderla. Ora comunque si prevede che gli accusati si presenteranno senza ulteriori ritardi e potranno ricevere l’intimazione. Hanno la possibilità di ricorrere ancora alle istanze superiori, ma il loro spazio di manovra diventa sempre più esiguo. Se non ci saranno novità, il 2001 potrà essere l’"anno buono" per scrivere la parola "fine" a questa terribile storia.
SAVIO CORINALDESI, Altamira (Brasile).
DA BONDO: UN INVITO ALLA FRATERNITÀ
Una prassi fraterna è la proposta che la chiesa di Bondo fa alla chiesa di questo paese, ai governanti e agli oppressori vicini e lontani e a tutti gli uomini di buona volontà, in un tempo in cui la guerra lacera questo bellissimo Congo.
La prassi della fraternità che si concretizza nella convivenza, diventa sorgente di speranza e di audacia, per affrontare situazioni umanamente impensabili. Dunque, la sfida resta per me la capacità di leggere il positivo, leggere la dignità che esiste nel profondo di ognuno, anche quando il velo della corruzione sembra coprire di fango ogni cosa.
ANTONIA SIMIONATO, Bondo (RdC).
SIERRA LEONE: RESTARE NONOSTANTE TUTTO
Come si può dire che si vuole la pace in Sierra Leone quando il traffico d'armi continua senza sosta, quando i nostri ragazzi e ragazze vengono barbaramente reclutati e addestrati alla guerriglia più spietata, quando i diamanti, dono di Dio per una vita migliore, sono ancora il prezzo per continuare una guerra senza senso?
Noi saveriani abbiamo deciso di rimanere qui con la nostra gente, nonostante il pericolo appena scampato per grazia di Dio dai nostri due padri Vittorio Mosele e Franco Manganello, per aiutare i rifugiati nella Guinea, gli sfollati lontani da casa, i ragazzi soldato vittime di tanta violenza, e tanti che sono diventati mendicati e che ogni giorno davanti al nostro portone chiedono un minimo per sopravvivere.
I MISSIONARI SAVERIANI DELLA SIERRA LEONE.







