CRISTIANI E BUDDHISTI / QUALE DIALOGO?
Il buddhismo è un fenomeno religioso molto complesso e diversificato al suo interno, al punto che, molto più correttamente, bisognerebbe parlare di “buddhismi”. La vastità del campo d’indagine ci impone inevitabilmente dei limiti, per questo focalizzeremo la nostra attenzione sugli elementi essenziali.
Il buddhismo si presenta, infatti, con un ricco e vasto corpus di scritti, composto da sūtra, insegnamenti e precetti, commentari, aforismi, epistolari che sono giunti a noi in pāli, sanscrito, cinese, tibetano, giapponese e che coprono l’arco di un millennio.
Si presenta anche differenziato in “Veicoli” e in numerose “Scuole”, con notevoli differenze dottrinali. Non è dunque facile avere una visione sintetica.
Per questo, dopo una breve presentazione storica delle origini, concentreremo la nostra riflessione su quello che potremmo definire “il cuore” del buddhismo, ossia quel nucleo “intangibile” dell’insegnamento del Buddha che ci interpella in modo particolare come cristiani e come missionari.
Prenderemo in considerazione due questioni fondamentali nel dialogo cristiano-buddhista:
- quella “teologica”, una religione “senza Dio”;
- e quella “cosmologica”, il rifiuto dell’idea di creazione, rimandando ad altra occasione l’altrettanto rilevante questione “antropologica”, l’uomo-essere karmico.
Si tratta di uno studio che mira ad un dialogo esigente con il buddhismo, nelle sue molte asimmetrie con il cristianesimo, per non cadere in preconcetti o precomprensioni da una parte o in ingenui irenismi dall’altra.







