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CON LA SPERANZA CHE IL POSITIVO EMERGA

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CONVEGNO 2000 - INTERVENTI

Ecco il saluto che l'assessore Rosangela Comini ha portato a nome del sindaco del Comune di Brescia, che è potuto intervenire solo successivamente.

Ringrazio di quest'invito. Tutte le volte che vengo in questo luogo sono sempre molto lieta. Ritengo che questo rappresenti per Brescia un'oasi di cultura, di pace, di solidarietà. Sono anche molto contenta di essere qui oggi perché sono suggestionata dal tema di questo Convegno che troverà poi in illustri relatori, ma anche nel contributo di tutti i presenti, sicuramente importanti riflessioni.

Ritengo tra l'altro, che portare oggi a Brescia un tema come questo - in cui si parlerà dei drammi del mondo, del pensiero unico, dell'abdicazione culturale, ci si interrogherà su quale idea di uomo si sta affermando nella nostra scuola - sia particolarmente importante.

Questa, lo sappiamo tutti, è una città in cui la difesa della sua ricchezza sembra quasi essere l'unico importante obiettivo del vivere quotidiano. Quasi la metà dei cittadini di Brescia - se la democrazia rappresentativa ha ancora un senso (mi riferisco al fatto che la metà degli eletti dal Consiglio comunale esprimono gli umori, la sensibilità, le richieste dei cittadini) - ecco che questi cittadini davanti agli straordinari cambiamenti sociali in atto non si interrogano, non chiedono, non cercano risposta. Ma si lasciano penetrare dalle paure, si chiudono nelle loro case. Camminano strisciando contro i muri, chiedono un poliziotto davanti ad ogni porta.

Hanno trovato nuovi nemici, hanno identificato le loro paure nei diversi, di pelle, di abitudini, di religione. Nei poveri, in chi sa ancora sorridere e ridere, in una città che - continuo a dire - ha perso il gusto del piacere del sorriso. In una città che ha uno dei redditi pro capite più alti d'Italia. Questa quasi metà dei cittadini rappresentati impone l'altro ieri (23 settembre, ndr), al Consiglio comunale, tre ore di dibattito perché sono contrari al fatto che l'amministrazione del Comune di Brescia spenda 50 milioni, davanti ad un bilancio di decine e decine di miliardi, per uno sportello per immigrati in carcere gestito dagli propri operatori e perché ha il coraggio di spendere dei soldi per mettere dei cartelli in lingua inglese, francese e araba nelle sue anagrafi.

Mi sento di denunciare questo fatto. Chiedo che le coscienze di tutti i cittadini bresciani si debbano interrogare; di tutti i cattolici ma non solo, di tutti i laici che abitano questa città. L'identità non è più cercata nell'appartenenza ad una comunità, in un esercizio del dare ed avere, importante per arricchirsi e per crescere, ma nel rifiuto del confronto, nel non volere affacciarsi sulle soglie di un futuro e anche di un presente che non può essere ristretto al proprio piccolo territorio. Dobbiamo obbligatoriamente aprirci a leggere un mondo in cui le guerre, le disuguaglianze, le ingiustizie sociali prevalgono.

Un grazie quindi per essere qui oggi a Brescia, proprio per portare un contributo di riflessione ma anche di provocazione. Con la speranza che le generosità e le solidarietà che fortunatamente attraversano ancora questa città, gridino più forte dei pavidi e si riapproprino di quel tessuto sociale positivo che stenta ad emergere.

Non ho voluto fare un saluto formale, ma portare un'amarezza di chi sta in frontiera. Allora, chiudo facendo proprio un sommesso grazie dell'Amministrazione perché oggi Brescia è onorata della presenza di chi come voi è alla ricerca del coraggio della profezia. Grazie.



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