CERCHIAMO CASA - LAWNA, DIO É GRANDE
CERCHIAMO CASA
Mugunga è il quartiere dell’anno. Nel mese di marzo era il luogo più abbandonato e più triste dei dintorni. Oggi, dopo pochi mesi, è pieno di vita. Conta più di 4.000 abitanti ed è un cantiere di piccole costruzioni mescolate a capanne di paglia e di teli di plastica. Qui, tutti cercano casa. C’è la corsa alla lottizzazione. Le ingiustizie non si contano e i furbi fanno commercio sulla miseria dei più poveri.
Cerca casa Giulio. Vive in una tenda con due figlie e la mamma. La moglie, nel 2001, è stata uccisa in città nell’incursione delle milizie del vecchio regime ruandese e la casa è stata distrutta dall’eruzione del vulcano l’anno successivo. Giulio fa da capomastro nella costruzione della chiesa del quartiere. Cerca casa Jeannette, vedova, e con lei altre mamme anziane. Non ha avuto un’abitazione provvisoria offerta dalla Caritas. Dimenticata, chiede almeno un telone, per impedire la pioggia di gocciolare nella sua capanna di paglia.
Cercano casa i pigmei. Vogliamo abitare in una casa, come gli altri, mi avevano detto un giorno. Alcuni hanno ottenuto un aiuto e altri sono nell’attesa nella tradizionale piccolissima capanna, che non mi potrebbe ospitare né in lunghezza e né in altezza. Più di 800 bambini cercano la scuola. Già 317 sono in quattro classi (due prime e due seconde). Nei giorni scorsi ho incontrato il sig. Gummar, responsabile di una Ong norvegese, è venuto a vedere ed è subito passato ai fatti. “Joseph, mi ha detto, facciamo entrare la tua scuola nel budget 2003. Per il 31 dicembre avrai dieci nuove classi!”. Non ho trovato parole, ho detto grazie, commosso, con gli occhi lucidi. Sul posto i genitori sono già al lavoro per preparare la strada. Arriva il miracolo, quando c’è la volontà politica!
Cercano casa anche le PCC (le piccole comunità cristiane), la “casa della comunità”. Deve essere bella, perché la bellezza salva, educa e riflette l’animo di chi vi abita. Il sogno è lento ad avversarsi. A molte comunità manca il terreno. P. Sisto, Humberto, Paolo e Giovanna ed io cerchiamo casa. Noi siamo “cercatori di lusso”, perché abitiamo già in case in affitto e “il missionario con la barba” sta ultimando l’abitazione di coloro, speriamo, che aiuteranno gli altri a trovare casa. Tutti cerchiamo casa! Quella dalle porte aperte, della serenità, dell’amore, della pace, dell’incontro, della fraternità nella diversità.
Giuseppe Dovigo - Goma, RDC.
LAWNA, DIO É GRANDE
Mentre vi scriviamo, davanti alla nostra finestra sta passando la gente con le grandi ceste piene di miglio sulla testa; lo porta a casa e sarà riposto nel granaio della famiglia. É la fe’na, il raccolto. Dicono salutandoci: Lawna, Dio è grande, rendiamo grazie a Lui, Gi de ni Lawna. Il buon pesce è arrivato; il fiume Logon è straripato e, tra tanta acqua che ci circonda, ecco il pesce per la salsa buona. La gente ride contenta. La fame è sparita, dicono, mentre arrostiscono il pesce sulla brace. Le casette per le vaccinazioni che la sorella Judith ha cominciato in tre posti si stanno realizzando pian piano. Però le vaccinazioni e le visite prenatali hanno dato un buon risultato. Le malattie infantili sono diminuite, solo la malaria continua a fare strage nei nostri villaggi. Le solite medicine non bastano più; bisogna prendere quelle più forti e, naturalmente, più costose.
I catechisti hanno seguito i catecumeni portando anche quet’anno 52 adulti al battesimo. Abbiamo avuto anche tanta sofferenza, tante situazioni difficili, tante ingiustizie. Il nostro primo cristiano, Michel, ci ha lasciato dopo aver gioito nel vedere le fondamenta della cappella di Bastebè ed è ritornato al Padre. La morte di Michel e, ad una settimana di distanza, della moglie ammalata, hanno portato tanta sofferenza per la nostra gente: una “colonna” della nostra missione è caduta; è lui il nostro padre nella fede, il nostro antenato, dicevano i cristiani. É lui che ha messo sulle nostre labbra la parola di Gesù…
Rosalinda, Judith e Sinea - Nouldayma, Nord Cameroun.







