La sfida dell’inculturazione prima di Mao
Nel 1610 moriva a Pechino Matteo Ricci, uno dei più grandi missionari cattolici di tutti i tempi. Sono passati 400 anni e la sua memoria non si è estinta. I convegni per celebrarla si rincorrono: da Macerata a Roma, da Bari a Pechino, da Milano a Palermo, per non parlare delle pubblicazioni e degli studi; solo l’anno scorso sono usciti più di trenta titoli, frutto di ricerche archivistiche o di una rilettura delle sue vicende. La cosa è più che ovvia. Ricci resta il missionario che ha aperto la Cina al Vangelo; il missionario che ha imposto la necessità di un metodo nel lavoro missionario. Resta, soprattutto, un missionario.
Ma l’anno scorso si celebrava anche un altro anniversario: i 100 anni dalla nascita di mons. Celso Costantini, protagonist…
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