CEDEAO / SVILUPPO, PACE E BUONA GOVERNANCE
Al momento della sua creazione l’obiettivo della Cedeao (Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale - Ecowas, nella sigla anglofona) era di favorire l’integrazione economica degli Stati membri. Nel 1989 la guerra civile in Liberia ha segnato una svolta decisiva, con la creazione di una forza d’interposizione diretta da uno stato maggiore nigeriano (essendo la Nigeria lo Stato più influente della regione sul piano politico, economico e demografico) e composta da persone provenienti da numerosi importanti Paesi membri. La Cedeao intervenne in maniera significativa, anche se non sempre positiva, anche nella gravi crisi e guerra civile che colpì la Sierra Leone.
Questo approccio energico è stato ufficializzato dal protocollo del 1999 sulla prevenzione dei conflitti, che stabilisce un legame esplicito fra sviluppo economico e pace, e dal protocollo addizionale del 2001 sulla buona governance, secondo il quale “ogni accesso al potere deve farsi attraverso elezioni libere, giuste e trasparenti”. In questo modo ci si è dotati degli strumenti giuridici necessari per intervenire nelle crisi e nei conflitti della regione.
Inoltre, la Cedeao ha fatto ricorso a missioni di informazione e di osservazione delle elezioni, alla nomina di rappresentanti speciali e mediatori, a sanzioni ed anche alla creazione di gruppi di contatto internazionale per risolvere o prevenire conflitti.
ALCUNI BANCHI DI PROVA
Negli ultimi anni Unione Africana e Cedeao hanno acquistato sempre maggior rilievo, soprattutto per la sostanziale assenza dal continente africano delle grandi potenze occidentali, per il carattere “politicamente neutro” dell’imponente presenza economico-commerciale del gigante cinese e per la conseguente riluttanza delle Nazioni Unite ad assumere impegni ed ad intervenire in questa parte del pianeta.
Le crisi degli ultimi anni in Guinea, in Mali e in Nigeria sono state banchi di prova per testare l’efficacia dell’organizzazione regionale. La Nigeria ha assunto un ruolo particolare, non solo come più importante Paese dell’area, ma soprattutto perché la minaccia di Boko Haram la pone di fronte a problemi molto simili a quelli affrontati in Mali. Sebbene le situazioni della Nigeria e del Mali siano diverse, entrambi i Paesi sono attraversati da divisioni territoriali, squilibri socio-economici e fratture etniche o etnico-religiose.
La Cedeao ha avuto successo nella soluzione delle crisi in Guinea ed in Guinea Bissau, anche se alla sua azione ci sono limiti sia di carattere giuridico (per il tradizionale attaccamento dei Paesi africani post-coloniali al rispetto dei confini ereditati dall’epoca coloniale, attraverso il principio della non ingerenza) sia di carattere politico (per la costante presenza, nell’ultimo ventennio, di reciproche diffidenze fra Paesi francofoni e Paesi anglofoni e la preminenza nella Comunità del ruolo della Nigeria nelle varie operazioni di mantenimento della sicurezza nella regione).
PER UNA BUONA GOVERNANCE
L’Unione Europea ha concesso 5.56 milioni di euro alla Cedeao il 16 settembre 2014, per aiutarla a lottare contro la proliferazione e la circolazione illecita di armi leggere e di piccolo calibro (Alpc) nella regione.
Il progetto della durata di tre anni, prevede la messa a punto di un programma pilota di raccolta armi in due gruppi che coprono sei Paesi, nell’ottica di consolidare la buona governance e la stabilità al nord del Niger, in Mali, Nigeria e nei Paesi del Fiume Mano, principalmente la parte occidentale della Costa d’Avorio, la Guinea boschiva, la parte orientale della Liberia ed il nord-est della Sierra Leone. Si prevede di migliorare la sicurezza regionale attraverso programmi che incitino alla raccolta ed al deposito volontario delle armi leggere, oltre all’attuazione di progetti di sviluppo a vantaggio di comunità prese di mira. Il progetto è in linea con gli obiettivi perseguiti dalla Convenzione della Cedeao sulle Alpc, le loro munizioni e materiali connessi, entrata in vigore nel 2009 e che da quella data è lo strumento legalmente vincolante per queste lotta.
Il rappresentante europeo ha dichiarato che il progetto risulta dalla constatazione che la pace, la sicurezza e la stabilità sono condizioni necessarie per lo sviluppo.
L’INTEGRAZIONE MONETARIA
Dal 1960, anno dell’indipendenza della maggior parte dei Paesi dell’Africa subsahariana, l’esigenza di un’integrazione monetaria ritorna spesso nei dibattiti. Nel 1975 fu creata una Camera di compensazione dell’Africa occidentale, i cui risultati incoraggianti fecero sviluppare nel maggio 1983 l’idea di una moneta comune per la regione.
Il 20 aprile 2000 ad Accra (Ghana) sei Paesi (Gambia, Ghana, Guinea, Liberia, Nigeria e Sierra Leone) annunciavano la loro intenzione di creare una Unione monetaria, fondendosi poi con l’Uemoa (Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale), la quale avrebbe rinunciato al Franco Cfa per adottare l’Eco, una moneta regionale il cui regime di cambio rispetto al dollaro ed all’euro non era ancora definito. L’adozione di una moneta unica taglierebbe il cordone ombelicale con la Francia su un piano simbolico (abbandonando il Franco Cfa) ed accentuerebbe l’indipendenza della regione.
Una moneta unica collegata con un paniere di monete (dollaro, sterlina, euro) sembrerebbe la soluzione migliore ed obbligherebbe anche i dirigenti, attraverso una governance irreprensibile, ad assumersi tutte le contropartite di un’indipendenza politica, testando la loro volontà di operare per una effettiva integrazione regionale. I vari Paesi dell’area sarebbero spronati ad una diversità geografica degli scambi commerciali con il resto del mondo: la Francia oggi non è più il partner commerciale principale ed i Paesi asiatici (Cina in testa) occupano ormai il primo posto.
A partire dal 2015,cinque paesi membri del Cedeao hanno progettato di adottare una moneta comune.
UNA COMUNITÀ DI 15 STATI
La Cedeao è stata istituita con il Trattato di Lagos, stipulato nel 1975 da sedici Stati dell’Africa occidentale: Benin, Burkina Faso, Capo Verde (dal 1976), Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo.
A partire dal 1999 si è costituita un’area di libero scambio per tutti i prodotti. Il Trattato istitutivo ha previsto una banca per gli investimenti e lo sviluppo (Ebid), operativa dal giugno 2006 con sede a Lomè (Togo). La Comunità ha un suo Parlamento di 115 delegati, con solo potere consultivo, che ha sede ad Abuja (Nigeria).
Per approfondire vedere il sito ufficiale della Cedeao/Ecowas: http://www.ecowas.int/







