Carta di Algeri, 20anni: dal diritto dei popoli ai popoli senza diritti
Ad un tempo di polarizzazione o di definizione delle politiche, delle idee, è subentrato quello che viene chiamato “il realismo del mercato”.
Ma la storia va avanti o va indietro? E quali sono gli indicatori, se non accettiamo quello del prodotto interno lordo?
Questi popoli senza diritti è giusto che lo siano, perché sono alla vigilia di entrare nel diritto globale del grande villaggio oppure di qualcos’altro?
Il silenzio sui genocidi e la visibilità delle banche sono le due condizioni, in cui ci si muove oggi. Sono le due frontiere.
McNamara diceva: “Me ne vado. Divento capo del Fondo monetario internazionale, perché ormai il tempo di queste guerre è finito. La guerra ormai è alimentare ed economica”.
“Oggi”, si dice, “è tempo di resistenza”. “Tempo di racconto”, dicono altri: cioè…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.
Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.







