Le rivolte degli ultimi tre anni nei paesi nord africani, conosciute come Primavere arabe, hanno spinto i membri del Consiglio della Cooperazione del Golfo Persico (Ccg) a riflettere su come non essere travolti da un destino simile. L’incontro di dicembre scorso a Manama, capitale del Bahrein, si è concluso con la volontà dei sei stati, Arabia Saudita in testa, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar, di accelerare nella direzione di una maggiore integrazione politica e una più stretta collaborazione economica e militare: secondo molti osservatori internazionali si è compiuto un passo verso una “Unione del Golfo” di cui si vocifera da tempo. Il modello politico di riferimento sarebbe l’Unione europea, compresa una moneta unica per stabilizzare i cambi fra le valute e favorire u…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.