Skip to main content

Annunciatori del Vangelo e della Pace

Condividi su

Pubblichiamo una lettera "presbiterale" molto articolata sugli impegni di giustizia e di pace. Un modello da seguire. 
  • ANNUNCIATORI DEL VANGELO E DELLA PACE

Chi siamo? Un gruppo di preti con una storia fatta di nonviolenza, di annuncio evangelico in favore della pace e della giustizia... La città di Vicenza ha una lunga storia legata a fatti concreti, come la prima legge che riconosceva nel 1972, l'obiezione di coscienza al servizio militare, frutto di una manifestazione svoltasi nella nostra Piazza dei Signori, con esiti cruenti il 13 maggio 1972, o come la nascita dei "Beati i costruttori di pace", movimento ecclesiale costituitosi proprio qui da noi, nel 1984.

In questo momento storico per il futuro della nostra città non possiamo tacere, sia per fedeltà alla nostra fede, ma anche per due pericoli che avvertiamo incombere sulle nostre comunità: l'assenteismo, la sfiducia e la distanza sempre più marcate della gente verso le istituzioni politiche; le recenti elezioni provinciali ne sono un esempio evidente (in una cittadina della nostra provincia, nel turno di ballottaggio, non si è raggiunto il 50% dei votanti!); la divisione all'interno delle stesse comunità col rischio dell'uso della violenza come strumento per far sentire le proprie ragioni.

Cosa chiediamo? Di poter parlare, discutere, fare politica autentica affinchè questa parola abbia ancora un significato. In un Paese che si definisce democratico sono state prese decisioni con determinazione autoritaria, senza nessuna possibilità di discuterle. In un Paese dove si discute e si contesta tutto ci chiediamo perché non si può discutere sulle guerre, sugli armamenti, sulla proliferazione delle armi nucleari nonostante il nostro paese abbia firmato tutti i trattati a questo riguardo?

In questi mesi, abbiamo acquisito alcune convinzioni:

- le decisioni e le opinioni diffuse nei cittadini fanno riferimento a schieramenti partitici e ideologici, non ad analisi attente sui contenuti del progetto che giudichiamo devastante per il territorio e per la convivenza;

- gli imprenditori del territorio e i politici di maggioranza hanno accettato e favorito il progetto per puri scopi di profitto e di immagine, anche se studi tecnici e valutazioni documentate sull'impatto ambientale sono lì a dimostrare che il progetto non porterà alcun beneficio alla città e che esistono invece altre ipotesi di utilizzo civile dell'aeroporto Dal Molin e di riconversione della esistente Caserma Ederle molto più valide anche dal punto di vista economico (posti di lavoro compresi);

- esperti costituzionalisti hanno presentato una serie di impedimenti legislativi alla costruzione della nuova struttura militare, che non ha avuto ancora una giustificazione documentata, un voto del Parlamento o qualcosa di simile (la recente udienza presso il Tar di Venezia ne è un'ennesima prova); lo stesso commissario Costa non ha ancora prodotto un documento che attesti i compiti del suo incarico da parte del governo e il progetto che è chiamato a realizzare;

- altri esperti ambientalisti hanno dimostrato l'impatto spaventoso che avrebbe la struttura ipotizzata per i consumi di acqua, di corrente, di combustibile, per i rifiuti prodotti, per la trasformazione della viabilità della città e dei comuni limitrofi;

- da ultimo, la nostra convinzione più forte, in qualità di annunciatori di un Vangelo che non ci concede deroghe alla lotta fatta solo con le armi dell'amore e della nonviolenza, che il nostro futuro e quello dell'umanità non debbano essere fondati sulla produzione, la vendita e l'uso di sempre più nuove e sofisticate armi di deterrenza anche nucleare. I documenti della Chiesa su questo punto non consentono equivoci. Basti l'affermazione che il Concilio cita dall'enciclica Pacem in terris, nella quale la guerra con l'uso di armi nucleari è definita "alienum a ratione", cioè "fuori di testa"! Aggiungere caserme e investire risorse preziosissime per produrre strumenti di morte, sono fatti che non ci lasciano indifferenti, passivi o, peggio, complici.

Al rappresentante del governo chiediamo di farsi portavoce presso di esso di queste nostre convinzioni.



Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.

Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito