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Secondo il Sipri di Stoccolma il volume del commercio internazionale di armi continua a calare: nel 2000 il suo valore è stato la metà rispetto ai primi anni ‘80. L’Italia si colloca al nono posto tra i principali paesi esportatori di materiale bellico e i suoi prodotti tornano a dirigersi soprattutto ai paesi del Sud del mondo. Nonostante la legge 185/90 l’Italia continua a vendere armi a paesi poverissimi, a nazioni in conflitto e a governi che violano i diritti umani. Il Sipri, l’accreditato istituto di ricerche sulla pace di Stoccolma, ha reso note le anticipazioni sul commercio internazionale di armamenti nel 2000. Il volume dei trasferimenti mondiali di grandi sistemi d’arma continua a decrescere. Nel 2000 ammonta a 15.333 milioni di dollari (espressi in valuta costante 1990)…

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