Continua la rubrica iniziata in febbraio con l’articolo “La missione non chiede solo aggiornamenti pastorali” e in aprile “Stiamo attenti al come della missione”.
La triplice conversione che la missione sta vivendo (il decentramento dall’io a Dio, la riscoperta dell’altro, la considerazione del contesto) ha un presupposto fondamentale, il riconoscerci – come chiesa, come cristiani – limitati, incompiuti, parziali, perciò bisognosi degli altri: non solo di Dio, ma anche della fede dei credenti di altre religioni, degli apporti delle altre culture, dell’umanità degli altri fratelli e sorelle, delle provocazioni di tutto quanto è altro da noi.
A spingerti verso l’altro non è la tua pienezza, la tua sicurezza, la presunzione del tuo “possesso” della verità; ma la percezione della tua povert…
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