A Benin City la casa di accoglienza
I loro nomi spesso contengono un messaggio di speranza, un affidarsi a Dio: Blessed (Benedetta), Faith (Fede), ma anche Joy, Destiny... Eppure le loro storie parlano dell'inferno. L'inferno della tratta di esseri umani, di giovani donne, spesso poco più che bambine, comprate e vendute, sbattute sulle strade d'Italia, dove vengono usate e abusate per pochi euro. Sono loro, adesso, a riempire con le loro voci squillanti, i colori accesi dei loro abiti e un'immancabile e simpatica confusione, le stanze ancora tutte nuove dello shelter inaugurato l'11 luglio dello scorso anno a Benin City.
È qualcosa di più di una casa di accoglienza, è un rifugio. Un luogo che dice che le ragazze possono tornare e devono essere accolte. Che quello della tratta non è un viaggio a senso unico. C'è -…
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