GRAZIE DON LUIGI, INSTANCABILE COSTRUTTORE DI PACE!
È morto mons. Luigi Bettazzi, ma per chi lo ha conosciuto e ha avuto il dono di fare dei pezzi di strada con lui, è morto don Luigi, vescovo emerito di Ivrea, presidente di Pax Christi Italia e di Pax Christi International, instancabile costruttore di pace, padre e testimone del Concilio, amante della nonviolenza.
Profondissimo, serio e lungimirante nelle analisi, era contemporaneamente ironico e desideroso di ridere: i suoi occhi azzurri profondi e attenti si illuminavano quando diceva messa, faceva conferenze o raccontava barzellette.
Ha attraversato un secolo di vita intensa: testimone di eventi importanti, ma sempre calato nel presente e con lo sguardo al futuro, vivo fino all’ultimo respiro. Fu precursore di una idea di Chiesa i cui pastori fossero a servizio dei poveri, come si attesta nel patto delle Catacombe (documento firmato da oltre 500 vescovi a latere del Concilio) e fu un padre conciliare, fino all’ultimo impegnato a raccontare la portata e la novità di quei giorni. Fu anche in ricerca e proteso verso un dialogo autentico con chiunque volesse un mondo più equo e giusto, tanto da avviare un carteggio con Enrico Berlinguer (cosa non certo ordinaria in quegli anni), ma soprattutto fu coerente e impegnato a trasporre nei gesti della propria vita la fede e i valori che lo animavano. Non faceva proclami, era il suo corpo ad essere presente accanto agli operai in sciopero, durante la marcia dei 500 a Sarajevo voluta da don Tonino Bello (e accanto a lui durante la sua malattia), nei tanti luoghi martoriati della terra, come il Salvador e il Guatemala, dove Pax Christi andò nel 2000 per condividere il Giubileo con i poveri di quelle comunità, o nelle marce per la pace di fine anno a cui non è mai mancato, neppure lo scorso anno ad Altamura. Obiettore di coscienza alle spese militari, convinto della necessità di disarmare le relazioni internazionali e personali, della necessità della presenza di corpi civili nonviolenti, (ancora una volta il corpo!), come risposta alle guerre, accanto alla diplomazia.
Ci mancherai don Luigi, ci mancherà la tua presenza, le tue battute, la tua disponibilità a scrivere un articolo con pochissimo preavviso e ad essere presente ovunque ti invitassero a parlare. Ci mancherà la tua lucidità, la tua capacità di analisi e di prendere posizione, la tua passione autentica e tenace per la Pace. Ma l’eredità che ci hai lasciato è ricchissima, e sarà nostra cura, ora, mantenerla viva.







