Skip to main content
Condividi su

“L’ebola se ne va, arriva il coronavirus!”. È il titolo di Le Potentiel, un quotidiano della capitale Kinshasa. Il Congo RD diventa così il 101° paese colpito dal virus. Il primo caso di confermato è un cittadino congolese, di 52 anni, residente in Francia, arrivato nella capitale Kinshasa l’8 marzo scorso. Il ministro della salute, dr. Eteni Longondo, afferma che il paziente è stabile, isolato in una struttura sanitaria appropriata. I servizi sanitari dicono di aver identificato e rintracciato tutti coloro che hanno viaggiato con lui: 109 persone e gli hotel nei quali sono transitati. Tutti sono stati messi in quarantena.

Radio France International (RFI) afferma di aver intervistato il “paziente uno” il 13 marzo 2020, che si è lamentato delle condizioni di isolamento nell’ospedale sino-congolese, dove il paziente dice di essere alla mercé delle zanzare e di non aver ancora ricevuto alcun trattamento.

Un secondo caso è apparso il 12 di marzo 2020. Si tratta di un cittadino camerunese. Le autorità invitano per ora la popolazione a intensificare le misure d’igiene. Ma il virologo Jean-Jacques Muyembe Tamfun, che ha guidato la battaglia contro l’ebola, ora praticamente sconfitta in Congo RD, ha espresso le sue riserve sulla capacità delle strutture sanitarie del paese di rispondere ad una eventuale propagazione del virus. In un paese come il Congo RD, dove il sistema sanitario è debole, poco attrezzato, senza disinfettanti per i pazienti e il personale sanitario – ha dichiarato il dr. Muyembe –, il tasso di mortalità potrebbe arrivare al 10 per cento dei circa 80 milioni di abitanti.

Nel loro ultimo intervento, i vescovi congolesi avevano denunciato la tensione preoccupante che attraversa i due partiti della coalizione al potere, affermando chiaramente che i politici sembrano più preoccupati delle loro poltrone che del servizio da rendere al popolo che continua a vivere nella miseria. C’è da sperare che la minaccia del coronavirus possa aiutare a superare le divergenze in vista di un più deciso impegno per evitare alla popolazione un’ennesima sofferenza.

Attualmente sono in corso studi clinici per la ricerca e la lotta contro il coronavirus, per valutare l’efficacia di alcuni farmaci. Tra le terapie più promettenti, secondo la comunità scientifica, c’è l’utilizzazione di un farmaco antivirale, remdesivir, studiato e pensato per il trattamento dell’ebola in diversi paesi africani. Dietro la minaccia del virus c’è la speranza di riuscire proprio là dove altre popolazioni colpite da patologie quasi sconosciute al mondo occidentale, sono riuscite a guarire. Questa criticità rende più vicino ed evidente l’aspetto della fratellanza umana tra i popoli del mondo e della loro interdipendenza. Ci si salverà solo insieme, al di là di ogni pregiudizio razziale.



Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito