Il senso della nostra missione

Sam ro-ey è una donna anziana di quasi ottant’anni, paralizzata da una malattia che non le permette di muoversi dal proprio letto. Una persona fragile, che si smonta e si scoraggia rapidamente, e che da anni non ha piú tracce dei propri quattro figli. Ciom Huu, invece, a causa di un ictus improvviso, dal proprio letto non ha ormai piú la forza per reagire. E ció che preoccupa maggiormente, nella propria condizione precaria, è di essere inerme di fronte alla cura dei propri giovani figli. Dia, infine, ha solo sedici anni, ma il destino sta portando la giovane adolescente a misurarsi prima del tempo con delle scelte che non dovrebbero essere messe in discussione alla sua età: fra il desiderio di poter concludere gli studi, badare alla propria nonna e portare fino in fondo una precoce gravidanza.
Sono solo alcune delle innumerevoli storie che si possono scovare e che sono state vissute da tutti noi all'interno di una delle più grandi e popolose baraccopoli della capitale thailandese: Kholg Toei. Un’area in cui anche le grandi strutture sanitarie non riescono a colmare le grandi difficoltà della gente e delle emergenze. In più, consapevoli della propria condizione precaria, preoccupa soprattutto le difficoltà di non trovare una soluzione.
Eppure sorge una domanda che riguarda un po’ tutti noi. Per quanto fossimo pronti a sfiorare nuove vite, nelle nostre frenetiche vite, invano cerco di capire che cosa può insegnarci tutto questo. Non è molto quello che facciamo, eppure anche in questi casi la nostra presenza è stata significativa. Da queste persone capiamo veramente cos’è la missione. Non possiamo fare miracoli, non possiamo cercare risposte immediate, ma inconsapevolmente abbiamo regalato una gioia nuova almeno per una persona. E nella nostra imperfezione possiamo restituire quella bellezza sfiorata.
Credo che tutto questo abbia molto a che fare anche con il nostro abitare nel mondo. Un po’ increduli, curiosi continuamente quanto basta, desiderosi di cogliere che lieta notizia potrà ulteriormente portare questa esperienza.
E io, da che parte voglio stare?










