Che cos'è la felicità?

Dopo due giorni passati tra i banchi di scuola, anzi, tra i pavimenti della scuola, questa mattina ci siamo divisi in due gruppi per andare negli asili delle baraccopoli. Lì assieme ai bambini abbiamo cantato, ballato, giocato e, soprattutto, riso assieme, perché è vero che la lingua può anche essere diversa ma ci sono alcune cose che vanno oltre la comunicazione verbale.
Nel romanticismo si iniziò a pensare attraverso le parole di William Wordsworth che l'infanzia dovesse essere un età da invidiare, poiché il bambino è così svincolato dai pregiudizi che si lascia prendere dallo stupore, perdendosi in esso. Penso non ci sia cosa più bella.
Ho iniziato a perdermi dentro quei volti, così allegri e spensierati, nei quali si riflette solo la purezza. E se si potesse amare senza aver paura di farlo? Se solo potessimo dire quello che si vuole senza farsi problemi? E se bastasse così poco per essere felici?
Quando è nata l'idea di fare questo viaggio mi ronzava una domanda che si faceva sempre più forte: queste persone sono felici? O meglio: che cos'è la felicità?
Finiti i giochi con i piccoli, ci siamo addentrati tra le vie labirintiche della realtà che ci circondava, fino ad entrare in svariate case che all' apparenza sembravano fredde ma che mi hanno in realta scaldato cuore. Abbiamo conosciuto persone incredibili che hanno una visione della vita e una cultura talmente diversa dalla nostra che mi è apparso impossibile distogliere lo sguardo dai loro occhi senza rimanerne esterrefatto. La casa che mi ha colpito di più era davvero particolare: da fuori si notava quanto pendesse verso destra, dentro il pavimento sfondato che creava una conca. Oltre la soglia vivono marito e moglie, ormai grandi a tal punto da poter essere chiamati nonni, ma che non vengono chiamati realmente così. I loro figli sono andati via dalla loro casa e non vengono mai a trovarli, neppure con i nipoti. Nonostante questo, i 2 signori sembravano felici. Proprio lì il ronzio in testa è diventato sempre più forte e ho dovuto cedere alla domanda. La mia domanda.
La donna con un sorriso stampato in volto ci dice che siamo noi, sì anche io, il motivo della sua felicità, poiché stiamo dedicando il nostro tempo ad una coppia abbandonata da chiunque, perfino dai suoi figli. Il marito, evidentemente più vecchio e debole, e che fino a quel momento non aveva mai parlato, ha detto che la felicità per lui deriva dalla sua casa perché li dentro sta bene ed ha tutto quello che desidera. Avete presente una pietra? Immobile ho soltanto distolto lo sguardo dal ragazzo che stava traducendo cosa diceva l'uomo, in quel momento le lacrime mi hanno solcato il viso. Quella donna è felice perché i volontari passano e continueranno a passare;
Quell'uomo è felice poiché risiede nel suo locus Amoenus e nessun altro al mondo potrà crearne un altro che lo faccia sentire più felice di cosi.
Ed io, anche se non so cosa sia la mia felicità, sono felice.










