Bangkok, la città dei paradossi ...

La prima giornata intera a Bangkok la dedichiamo alla visita culturale della città.
Accompagnati dalla nostra guida d'eccezione Marilù, prendiamo inizialmente taxi e metro per spingerci un po' al di fuori del centro città. La destinazione è Chatuchak Park (สวนจตุจักร) dove visitiamo il Butterfly garden and insenctarium, un particolare ecosistema dove svariate farfalle di variopinti colori girano liberamente in un ambiente protetto.
Dal museo torniamo verso il centro per vedere il palazzo reale, sorto nel 1782 sulle rive del fiume Chao Phraya per volere del re Rama I. Si tratta di un complesso di innumerevoli edifici in stile thai che
catturano la nostra attenzione per sfarzo e magnitudine.
Terminata la visita ci dirigiamo verso uno dei tanti mercati galleggianti della zona, dove degustiamo un ottimo pranzo su una piattaforma galleggiante tra canali e fumi dello street food.
Nel pomeriggio visitiamo il tempio di Wat Arun Ratchawararam Ratchawaramahawihan (วัดอรุณราชวรารามราชวรมหาวิหาร) detto anche "temple of dawn" perché leggenda vuole che il re vi approdò proprio mentre il sole stava per sorgere. Rimaniamo incantati tanto dalla purezza delle forme geometriche quanto dall'effetto dei colori sulla cui superficie viene riflessa la luce di un tramonto ianspettatamente luminoso.
Con il traghetto raggiungiamo infine il centro commerciale ICONSIAM. Da una terrazza panoramica osserviamo lo Skyline della city sorseggiando cocktail e ascoltando musica country-pop.
Mentre osservo tutta quella gente che come noi popola il locale, mi viene inevitabilmente da pensare come questa città sia fondata su un grande paradosso: da una parte il lusso e il benessere del capitalismo, dall'altra la povertà e la sofferenza delle slums/baraccopoli.
Il fatto che queste due realtà siano così vicine e così distanti al tempo stesso mi mette in uno stato di agitazione. Si ignorano a vicenda, eppure si trovano magari nella stessa via o in quella affianco. È giusto tutto ciò? Questa è solo una delle tante domande che mi frullano nella testa. Ognuno deve cercare probabilmente la propria risposta.
Ad ogni modo, penso sia comunque un'esperienza arricchente quella di avere la possibilità di "entrare" in entrambe le realtà appena descritte.




