Vivere da... nababbi, Anche se c'è crisi economica
Il 29 luglio 2008 sono ripartito per la mia amata Amazzonia. Nel lungo viaggio da Milano a San Paolo, un amico mi ha passato una rivista: "Panorama" del 31 luglio. Per ammazzare il tempo, come si dice, ho letto due articoli: "Vivere da nababbi anche se c'è la crisi economica" (a pagina 160) e "Lo voglio e me lo compro a tutti i costi" (a pagina 164).
Paperoni e... paperini
C'è da morire d'invidia. "In Italia i ricchi sono quasi due milioni. Solo a Milano 150mila persone spendono più di 20mila euro al mese. Mentre il ceto medio è in piena crisi, quello dei milionari sembra non essere attaccabile dalla cosiddetta recessione. Nel 2007 i paperoni del mondo hanno speso 160 miliardi di euro in yacht, gioielli, arte e moda... L'importante è coccolarsi, distinguersi. Costi quello che costi, non negarsi nulla". Abramovich, il magnate russo presidente del Chelsea, squadra di calcio londinese, ha comprato per esempio uno yacht di 300 milioni di euro; De Benedetti sarebbe disposto a vendere la sua villa sulla scogliera di Capo Capaccia a Romazzino, alla bella cifra di 150 milioni di euro...
Dopo varie peripezie, tra cui la perdita della coincidenza aerea San Paolo - Brasilia - Belém, sono finalmente arrivato ad Abaetetuba. Qui ho comprato il giornale locale "O Liberal" del 2 agosto. La musica cambia completamente. A pagina 11 leggo: "L'America latina ha 52 milioni di persone che soffrono la fame e 9 milioni di persone denutrite".
Che mondo vuole Dio?
Mi viene in mente la parabola del ricco Epulone. C'è chi sperpera e chi non riesce a mangiare. Sarà questo il mondo che Dio vuole? E cosa possiamo fare noi cristiani?
Proprio ieri tornando a casa, c'era una donna ad aspettarmi: magra e spaurita. Il marito sta male. Avevano cominciato a costruire una casupola nella zona paludosa, ma con la malattia del marito non l'avevano potuta terminare. Lei fa l'impiegata domestica, ma guadagna molto poco. Hanno tre figli, che non sanno dove mettere. Uno sta con la nonna, un altro con la zia e il terzo con una gentile vicina. La donna piangeva. Voleva riunire la sua famiglia, ma bisognava terminare la casa; mancava il tetto e aveva bisogno di un migliaio di tegole.
Ben volentieri l'abbiamo aiutata a comprarsi le tegole e a terminare la casa. Abbiamo potuto farlo perché vari amici in Italia mi hanno voluto aiutare durante il mio soggiorno italiano. Speriamo che presto questi figli di Dio possano avere la loro casa e possano di nuovo riunirsi.
Ma speriamo e preghiamo che questo nostro mondo cambi e diventi più giusto e umano per tutti i suoi abitanti.








