Vicenza: Ricordiamo i nostri missionari martiri
Sabato 24 marzo, la chiesa ha celebrato la XV giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari uccisi nel mondo: nel 2006 sono stati 24. Il sangue versato per Cristo penta provocazione e segno di speranza, di fronte a un mondo sempre più preoccupato e incapace di alzare lo sguardo verso orizzonti più ampi. I martiri dimostrano che l’amore e il perdono sono più forti dell’odio e della vendetta. Senza la loro testimonianza, il mondo sarebbe più povero.
I martiri sono un segno di dialogo, oltre le intolleranze e le contrapposizioni.
I missionari consacrano ogni giorno la loro vita per un amore aperto e offerto a tutti, senza distinzioni. Proprio per questo loro stile, pentano una minaccia. Il missionario è il "profeta" che inquieta, disturba, che va tolto di mezzo. È colui che sceglie di spendere la vita non solo per Gesù, ma come Gesù, donando se stesso fino in fondo, con una preferenza di attenzione e di amore per i più bisognosi.
I martiri saveriani vicentini sono cinque. Li ricordiamo ai nostri lettori e nelle nostre preghiere:
- padre Giovanni Botton, di Carmignano, morto in Cina il 30 aprile 1944
- padre Giovanni Didonè, di Cusinati, morto in Congo il 28 novembre 1964
- fratel Vittorio Faccin, di Villaverla, morto in Congo con p. Didonè
- padre Valeriano Cobbe, di Camisano, morto in Bangladesh il 14 ottobre 1974
- padre Ottorino Maule, di Gambellara, morto in Burundi, il 30 settembre 1995








