Usiamo l’intelligenza per la carità
I cartelloni esposti sull’educazione alla solidarietà missionaria, nelle sale per la catechesi e nei gruppi missionari, noto che si concentrano sul sostegno a qualche opera caritativa: una mensa, una scuola, le adozioni… Queste forme di aiuto sono certamente utili, ma non affrontano i motivi originari del disagio sociale né le cause del sottosviluppo.
Aiutiamo lo sviluppo!
Spesso si acquista il riso per i poveri senza sapere che il riso si coltiva già nei villaggi; il problema è che finisce nelle mani di pochi, senza essere condiviso. Forse non abbiamo l’intelligenza della carità: cerchiamo scappatoie che non intaccano gli interessi delle multinazionali, che non portano lo sviluppo della popolazione che vogliamo aiutare.
Basti pensare al grave problema del “land grabbing” in Africa: grandi investitori si accaparrano le terre per colture intensive, a danno della popolazione locale che non ha più terreno da coltivare per il proprio sostentamento. È in atto una strategia mondiale di neo-colonialismo da parte di multinazionali per il controllo delle sementi e delle aree agricole, oltre a quelle minerarie.
Anti-sfruttamento online
L’obiettivo delle dieci multinazionali alimentari che hanno già conquistato il 73% del mercato dei semi è far sparire le varietà dei semi per il controllo di tutto il cibo del mondo. Ad esempio, la multinazionale Monsanto & Co. compra i terreni fertili per ostacolare l’agricoltura sostenibile e la biodiversità delle coltivazioni, lasciando la popolazione a rischio di carestie e malattie.
Alcuni agricoltori stanno conservando i semi in depositi, con l’aiuto del “Google no profit delle sementi”: un sito in cui ogni contadino può cercare o vendere varietà di piante a prezzi più bassi dei semi ogm. È un consorzio online che potrebbe preservare il mercato di tanti semi e mettere fine all’assurdo monopolio delle multinazionali agricole. È un’innovazione pacifica per aggirare gli ostacoli che le multinazionali creano.
Il Signore della terra e del cielo ci ha dato l’intelligenza, anche per sopravvivere in un mondo ostile per le avversità della natura e la cattiveria umana.
“La forza del male” la vediamo anche nell’arraffare delle multinazionali, che distruggono le tradizioni agricole locali, o nelle violenze dei gruppi armati della guerra ventennale nel Kivu, che fanno razzie di prodotti agricoli coltivati dalle donne, vero pilastro della famiglia africana, anche grazie al loro faticoso lavoro nei campi.
È necessario quindi che noi cristiani teniamo occhi e orecchi ben aperti, tenendoci informati sulle varie situazioni e sulle loro vere cause.
Anche i nostri ragazzi e giovani, nei loro incontri di formazione, è bene che acquistino una visione coerente con uno stile di vita “equo e solidale”.







