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Ho letto e riletto l'articolo di p. Moioli, perché in famiglia stiamo attraversando un periodo particolare di "morte” e “vita”. Ringrazio lui e forse anche Qualcuno che è sopra di noi ma che, spero sia sempre con ciascuno di noi. Grazie.

Cecilia Riccio

Carissimi, vi scrivo per lodarvi per l'ottima veste grafica. Ogni rivisitazione estetica di un giornale è un passo delicato, perché' si tratta di non far dimenticare l'antico e, nello stesso tempo, far sì che il nuovo non tradisca le aspettative per cui è nato. Come direbbe il mio amico filosofo H.G. Gadamer: "Rimane dell'antico solo ciò che perdura e del nuovo solo ciò che non invecchia". Penso siate brillantemente riusciti in questa vostra impresa grafica.
p. Tiziano Tosolini, sx

Ho appena visto MS e non posso non farvi i complimenti! Davvero molto bello…
p. Stefano Raschietti, sx

Cari Tiziano e Stefano, grazie. Insieme allo studio grafico Orione di Brescia (lo stesso a cui si affida MO) e ai redattori saveriani abbiamo proposto qualcosa di nuovo che, allo stesso tempo, non rinnegasse il passato. La copertina è più maneggevole e piccola, le pagine interne rimangono grandi. Abbiamo cambiato, ma non troppo, sperando di andare incontro alle esigenze dei lettori. Vedremo le loro reazioni.

Cara Cecilia,

è vero, la riflessione di p. Moioli apre varchi di speranza. Papa Benedetto diceva: “Ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto e accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino”. Chi ha un perché vivere, affronta ogni come e ogni difficoltà; è più forte e vive meglio. Chi fa un lungo viaggio e sopporta tutto (stanchezza, fame, caldo...) è perché ha un traguardo, un obiettivo. Il cristiano ha una meta, per questo egli, nonostante tutto, vive nella pace interiore e non si perde d’animo.

Per papa Francesco "alla fine dell’esistenza non ci aspetta il naufragio, perché Dio non delude: se ha posto una speranza nei nostri cuori, non vuole stroncarla con continue frustrazioni". Bisogna confidare in Lui, che “

ci ha fatto per fiorire: “Ovunque tu sia, costruisci! Se sei a terra, alzati! Non rimanere mai caduto - esorta - alzati, lasciati aiutare per essere in piedi. Se sei seduto, mettiti in cammino! Se la noia ti paralizza, scacciala con le opere di bene! Se ti senti vuoto o demoralizzato, chiedi che lo Spirito Santo possa nuovamente riempire il tuo nulla. E poi il suo forte appello a essere responsabili di questo mondo e della vita di ogni uomo: “Ogni ingiustizia contro un povero è una ferita aperta e sminuisce la tua stessa dignità".

Vedete come anche un articolo scritto dall'altra parte del mondo (Giappone) possa fare tanto bene ovunque e viceversa. Questo grazie alla stampa e ai social media. Per questo, vi invitiamo a consultare il sito www.saveriani.it e la nostra pagina FB.



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