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Gentile redazione,
stiamo sfogliando il vostro bel calendario 2024, arrivato con il numero di novembre 2023. L’abbiamo appeso in cucina, in attesa di inaugurarlo con il primo giorno dell’anno. Sarà bello conoscere la congregazione in tutti i suoi aspetti mese per mese e complimenti per la scelta delle fotografie. Abbiamo notato anche che in ottobre c’è una Giornata dei Saveriani martiri… Di cosa si tratta? Buon anno a tutti i Saveriani nel mondo! Isabella, Brescia

G. ma Isabella,
siamo contenti che il Calendario sia stato apprezzato. Nonostante ormai una digitalizzazione estrema, notiamo che è uno strumento ancora richiesto, quasi fosse un complemento d’arredo indispensabile per almeno un angolo delle nostre case. La Giornata dei Saveriani martiri è stata voluta qualche anno fa dalla Direzione Generale e si celebra il secondo venerdì di ottobre. Quindi non è una data fissa. Lo scopo è ricordare, nel mese missionario per eccellenza, tutti i Saveriani che hanno perso la vita in conseguenza di un attacco armato premeditato. A questo proposito, c’è una novità. Giovedì 14 dicembre 2023, durante l’Udienza concessa al cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, il Santo Padre ha autorizzato il medesimo Dicastero a promulgare i Decreti. Tra questi anche quello riguardante il martirio dei Servi di Dio p. Luigi Carrara, p. Giovanni Didonè, fratel Vittorio Faccin, Saveriani, e Albert Joubert, presbitero diocesano, uccisi in odio alla fede il 28 novembre 1964 a Baraka e a Fizi, in Congo RD.
Padre Faustino Turco, Postulatore Generale Saveriano della Causa dei Santi, a caldo ci ha detto: “Per arrivare a questo decreto hanno lavorato centinaia di persone! È un dato di fatto. Anche voi con il Giornale avete offerto un contributo molto importante. Joubert poi è il primo presbitero congolese ad essere dichiarato martire e beato. Insieme hanno dato la vita per la causa della fraternità... Vedremo nei prossimi giorni i passi da fare”. Scrive p. Gabriel Arroyo: “È un evento di profondo significato per la nostra famiglia missionaria e per la Chiesa universale. Questo riconoscimento non solo onora il loro sacrificio estremo, ma illumina anche il cammino di fede, speranza e amore incondizionato che loro hanno incarnato. Il Congo del 1964 era un focolaio di tensioni politiche e sociali. Dopo la sua indipendenza nel 1960, il Paese si immerse in un caos di lotte di potere e ribellioni. In questo contesto, i Saveriani lavoravano instancabilmente per portare il messaggio di Cristo alle comunità locali, spesso in condizioni estremamente pericolose. Il loro impegno nella missione e il loro amore per il popolo congolese erano incrollabili, anche di fronte all’ostilità crescente e alla violenza”. Torneremo sicuramente su questo importante evento per la famiglia saveriana nei prossimi numeri.



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